LAVORO DIPENDENTE
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La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
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La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


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ULTIME NEWS
  • CURA E ASSISTENZA ALLA PERSONA, LA WORLD CONFERENCE UNICARE GLOBAL UNION ANALIZZA L’EVOLUZIONE DELLA CONTRATTAZIONE DI SETTORE NEL MONDO. L’ASSISE ELEGGE MIGUEL ZUBIETA NUOVO PRESIDENTE, PIERANGELO RAINERI DEL SINDACATO ITALIANO FIST CISL ELETTO VICEPRESIDENTE Roma, 14 febbraio 2019 - Il comparto privato della cura e dell’assistenza alla persona sta avendo una crescita esponenziale in tutto il mondo, per effetto sia della graduale contrazione del welfare pubblico che della maggiore richiesta di servizi, anche correlata ai nuovi scenari demografici ed all’invecchiamento della popolazione, fenomeno in espansione in molti paesi del globo. Ma come tutelare l’occupazione nel settore? Come garantire salari adeguati e migliori condizioni di lavoro? E’ questo il leit motiv della seconda giornata di lavori della conferenza mondiale di Unicare Global Union - il sindacato internazionale della cura e dell’assistenza alla persona affiliato al sindacato mondiale dei servizi Uniglobal Union – in corso a Roma. Il panel “Togheter we can do it”, “insieme si può”, ha analizzato le previsioni della contrattazione di settore realizzata in Italia, dove nel comparto privato della cura e dell’assistenza alla persona sono occupati complessivamente circa due milioni di addetti tra badanti e lavoro domestico, dipendenti delle cooperative sociali, delle imprese del settore, ma anche di studi professionali, aziende delle termali e farmaceutiche e degli istituti socio sanitari assistenziali educativi gestiti da enti ecclesiastici. Il focus della kermesse è stato dedicato alla evoluzione della contrattazione avviata ormai 25 anni fa con Agidae, l’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica, applicata ad oltre 50mila dipendenti. E’ il presidente dell’Associazione Padre Francesco Ciccimarra ad illustrare il sistema di relazioni sindacali esistenti dal 1994 ad oggi «consentendo di definire una contrattazione collettiva incentrata non solo sul salario ma anche sugli aspetti connessi alle tutele dei lavoratori ed alla formazione professionale, come anche sulla sicurezza e sulla privacy e più recentemente sul welfare riferito all’assistenza sanitaria integrativa, mettendo al centro la persona e le sue necessità realizzando i prìncipi di fraternità e uguaglianza del magistero della Chiesa cattolica, tenendo però presente che anche un buono stato di salute delle imprese e delle associazioni di settore è essenziale per garantire una occupazione di qualità». Un modello di contrattazione, quello italiano, da realizzare anche in altri paesi del mondo dove purtroppo le relazioni sindacali sono difficili e osteggiate dai governi in carica, come accade ad esempio in Brasile, Colombia, Cile ed Uruguay ma dove comunque centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori aderiscono convintamente al sindacato, come è stato illustrato da esponenti dei vari movimenti sindacali presenti alla conferenza. Un tema molto sentito anche in Europa dove il sindacato europeo dei servizi Unicare Europa ha collaborato con la Commissione Europea e con la Consulta per la Giustizia~Europea~dei~Diritti dell'Uomo per migliorare le condizioni di lavoro nel settore di cura e assistenza. Alla kermesse ha preso parte Elisabeth Messtheneos, rappresentante di AGE Platform Europe, una rete europea di organizzazioni senza scopo di lucro di e per persone di età superiore ai 50 anni che mira a promuovere e promuovere gli interessi dei 200 milioni di cittadini di età superiore ai 50 anni nell'Unione europea e di sensibilizzare le questioni che li riguardano di più. «L’approccio è quello di garantire i diritti umani e di rispondere alla necessità dell’individuo – ha dichiarato la funzionaria della AGE Platform Europe – cercando di continuare ad assicurare e migliorare la qualità dei servizi di cura e di assicurali anche nella terza età attraverso per esempio l’attivazione della long-term care, ossia la possibilità di accesso alle cure a lungo termine nella terza età». Analizzato anche lo stato delle relazioni sindacali in Repubblica Ceca e Polonia dove i sindacati cechi e polacchi Cozz, Uzo, Opzz Kp portano avanti da oltre cinque anni una capillare campagna di sindacalizzazione nelle multinazionali che operano nei due stati e che rappresentano quasi la totalità delle strutture socio sanitarie assistenziali. Un movimento che raggiunge l’altro capo del mondo, in Nuova Zelanda, dove il sindacato neozelandese E Tu ha promosso una lotta sindacale che ha avuto come risultato l’incremento della retribuzione minima prevista per i lavoratori del settore cura e assistenza. Tema di confronto della conferenza anche lo stato delle relazioni sindacali con le multinazionali e le imprese for profit operative in tutto il globo e specialmente nel continente americano e nel nord Europa con una tavola rotonda alla quale hanno preso parte esponenti dei sindacati statunitensi Seiu, Rwdsu, del sindacato argentino Fatsa, del sindacato spagnolo Ccoo. L’assise ha eletto all’unanimità Miguel Zubieta, del sindacato argentino Fatsa, nuovo presidente di Unicare Global Union che succede a Carlos West Ocampo, oltre ai vice presidenti Frederic Favraud del sindacato francese Fo Fec, Pierangelo Raineri del sindacato italiano dei servizi Fist Cisl e Luis Miguel del sindacato messicano Ranfla – Sntisste. La tre giorni di conferenza modiale si concluderà il 15 febbraio con una tavola rotonda sul tema “The importance of CBA and Training”, “L’Importanza della Contrattazione Collettiva e della formazione professionale”. Tra i relatori Oliver Rothig, segretario generale del sindacato Europeo Uni Europa, Pierangelo Raineri, vice presidente Uni Global Union, JeanPiet Bauwens del sindacato belga Setca, Masanobu Furukawa del sindacato giapponese UA Zensen w Katha Fortieri del sindacato canadese Unifor. I lavori proseguiranno un panel dedicato ai sistemi di protezione sociale esistenti in Austria, Tunisia, Messico con gli interventi programmati di esponenti del sindacato messicano Sntissste, del sindacato tunisino Ugtt e del sindacato austriaco Gba.
  • CURA E ASSISTENZA ALLA PERSONA, L’IMPORTANZA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE. LE STRATEGIE DEL SINDACATO INTERNAZIONALE UNICARE GLOBAL UNION. ZUBIETA (NEOPRESIDENTE UNICARE): «IN CAMPO PER REALIZZARE UNA CONTRATTAZIONE TRANSETTORIALE GLOBALE A VALENZA NAZIONALE» Roma, 15 febbraio 2019 – Il comparto socio sanitario assistenziale riveste un’importanza sempre più cruciale in molti paesi del mondo dove il trend demografico procede verso il progressivo invecchiamento della popolazione, con oltre 2 miliardi di individui over 65 entro il 2050 secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Diventa dunque fondamentale ridisegnare le strategie globali per la riqualificazione del settore della cura e dell’assistenza, dove l’occupazione stimata per i prossimi 10 anni raggiungerà quota 100 milioni di lavoratori. E’ il sindacato internazionale Unicare Global Union a rilanciare, nella giornata conclusiva della conferenza mondiale promossa a Roma, il ruolo della contrattazione collettiva per migliorare diritti e tutele, garantire salari dignitosi, valorizzare la professionalità e contrastare la precarietà, lo sfruttamento e il dumping contrattuale purtroppo frequente nel comparto. “The importance of Cba and Training”, “L’Importanza della contrattazione collettiva e della formazione professionale” è il tema conduttore della tavola rotonda introdotta dal neopresidente di Unicare Global Union Miguel Zubieta che ha esortato a «lavorare per una contrattazione collettiva transettoriale globale a valenza nazionale nei singoli Paesi capace di intercettare e tradurre le esigenze dei lavoratori in tutele e diritti». «Per fare questo – ha aggiunto – occorre lavorare per un sindacato unito e coeso». Il segretario generale del sindacato europeo dei servizi Uni Europa Oliver Roethig ha sottolineato che «quando si parla di contrattazione collettiva bisogna puntare alla reale partecipazione dei lavoratori attraverso la piena realizzazione della contrattazione decentrata». «In Europa – ha aggiunto - vanno portate avanti le istanze con le istituzioni che devono sostenere anche con la legislazione il livello decentrato della contrattazione».~ Senza dimenticare poi «il valore della contrattazione quale strumento di solidarietà per i lavoratori» ha sottolineato Frederic Favraud, appena eletto alla vicepresidenza di Unicare Global Union. E’ il segretario generale della Fist Cisl, Pierangelo Raineri, neoeletto vice presidente del sindacato internazionale Unicare Global Union, a sottolineare che «la definizione del salario è basilare ma la contrattazione nei servizi deve divenire strumento per regolamentare il settore, le tariffe e il mercato del lavoro». Il sindacalista ha rimarcato «l’importanza della formazione professionale nel settore della cura alla persona che deve divenire la strategia fondamentale per garantire l’occupabilità dei lavoratori, soprattutto in questo settore dove la capacità professionale è funzionale al mantenimento del posto di lavoro ed alla necessità di garantire servizi di qualità». Jean-Piet Bauwens del sindacato Belga Setca ha illustrato lo stato delle relazioni sindacali in Belgio dove oltre il 50% dei lavoratori è iscritto al sindacato ed esiste un sistema strutturato di contrattazione nelle Fiandre, in Vallonia e a Bruxelles, le tre regioni del Paese. «In Belgio da oltre 25 anni vige un accordo Governo-sindacati finalizzato alla creazione di occupazione e la contrattazione interviene sui temi dell’organizzazione del lavoro, della qualità dell’occupazione e sulla formazione professionale». Altrettanto strutturato è il sistema contrattuale in Giappone «dove aumentano i costi previdenziali legati all’invecchiamento demografico e alla bassa natalità», come illustrato da Masanobu Furukawa del sindacato giapponese UA Zensen, il più grande sindacato dei servizi privati con oltre 2milioni di iscritti. «L’agenda e i contenuti dell’azione sindacale in Giappone – ha aggiunto - è finalizzata a migliorare le condizioni di lavoro e il salario ma sarà necessario intervenire per un maggiore sostegno psicofisico ai lavoratori provati dal crescente carico di lavoro e per una migliore conciliazione vita lavoro». Katha Fortier del maggiore sindacato canadese del settore privato Unifor ha poi illustrato la realtà occupazionale in Canada «dove esiste un valido sistema pubblico di assistenza medica, chiamato Medicare, sostenuto dalla fiscalità generale e il ruolo del sindacato è quello di affrontare e governare l’organizzazione del lavoro caratterizzata dal sovraccarico di lavoro e contrastare la nascita di strutture sanitarie private». «La contrattazione – ha aggiunto - è una grande sfida da condividere anche con il Governo che deve agire nelle aziende per sollecitare maggiori interventi in ambito formativo». Una battaglia da portare avanti anche rispetto all’accrescimento dei salari, ha poi evidenziato Annie Newman del sindacato neozelandese E Tu, che ha promosso una vasta campagna per la parità delle retribuzioni ottenendo~l’incremento del 40% della retribuzione minima prevista per i lavoratori del settore cura e assistenza. «Ora la nostra azione sindacale è finalizzata ad accrescere la qualificazione dei lavoratori, la sicurezza sul posto di lavoro, organizzare i lavoratori migranti e definire un nuovo modello di organizzazione del lavoro nel settore di cura e assistenza» ha dichiarato. Riflettori accesi anche sui sistemi di protezione sociale in Messico e Tunisia. Norma Liliana Rodriguez Arguelles, del sindacato messicano Sntissste, ha evidenziato come «il Governo in carica stia agendo per tagliare la spesa sanitaria e per privatizzare il settore di cura e assistenza». «I lavoratori – ha aggiunto – devono fare fronte comune per tutelare i loro diritti e il sindacato è pronto ad accogliere la sfida anche per contrastare il dumping e la frammentazione della compagine sindacale che ci indebolisce. La nostra proposta è di utilizzare il dialogo sociale per affermare le nostre rivendicazioni». Dalla Tunisia la delegazione sindacale di Ugtt, il sindacato del settore dei servizi nato nel 1946 e che nel 2015 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace per l’impegno profuso durante la Primavera Araba, ha descritto la situazione nel Paese del nord Africa dove coesistono il sistema pubblico e il sistema privato della salute. «A seguito della crisi economica che ha colpito il Paese, il sindacato Ugtt ha avviato una negoziazione per accrescere i salari che hanno fortemente risentito della perdita del potere di acquisto effetto dell’inflazione generata dalla svalutazione del dinaro e dalla disoccupazione» ha dichiarato l’esponente sindacale Rachid Gueldich sottolineando che «occorre favorire una offerta integrata di servizi pubblici e privati». E’ il direttore di Unicare Global Union Adrian Durtschi a delineare le strategie del sindacato internazionale a cominciare dall’impegno per accrescere l’influenza politica del sindacato attraverso una vasta e capillare campagna di sindacalizzazione «da realizzare nei singoli stati nel mondo». «Abbiamo priorità globali – ha concluso – e dobbiamo strutturarci per diventare sempre più forti».
  • INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO, L’ALLARME DELL’OMS DALLA WORLD CONFERENCE UNICARE GLOBAL UNION «NEL 2015 LA POPOLAZIONE OVER 65 RAGGIUNGERA’ NEL MONDO QUOTA 2MILIARDI DI INDIVIDUI, NECESSARI INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI NEL COMPARTO DELLA CURA E DELL’ASSITENZA SOCIO SANITARIA» Roma, 14 febbraio 2019 - Nel 2050 la popolazione anziana over 65 nel mondo raggiungerà quota 2miliardi di individui e ci sarà bisogno di incrementare la forza lavoro nel comparto della cura e dell’assistenza alla persona. La raccomandazione arriva dalla Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha preso parte alla seconda giornata di lavori della conferenza mondiale di Unicare Global Union, il sindacato internazionale dei lavoratori del settore privato della cura e dell’assistenza alla persona affiliato al sindacato internazionale dei servizi Uni Global Union. Paul Marsden, dell’ufficio tecnico Oms, ha sottolineato che «dal 2000 al 2014 nei paesi Ocse l’occupazione del settore ha registrato un incremento del 48%, comunque non ancora sufficiente a garantire una corretta assistenza socio sanitaria assistenziale». «Si prevede che l'economia globale creerà circa 40 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore sanitario e sociale entro il 2030 – ha aggiunto Marsden – ma è necessario incoraggiare l'impegno intersettoriale e sviluppare un piano azione globale». Il tecnico Oms ha illustrato il Programma Working for Health e il piano d'azione congiunto adottato dall'ILO, dall'OCSE, dall'OMS nel 2017 finalizzato ad una analisi e al monitoraggio del mercato del lavoro globale nel settore della cura e della salute e ad uno scambio di dati tra le agenzie che operano nel mercato per meglio orientare i necessari investimenti nell'istruzione, nelle competenze e nella creazione di posti di lavoro. «L’obiettivo del piano di azione congiunto è anche quello di definire una piattaforma internazionale sulla mobilità degli operatori sanitari» ha sottolineato Marsden illustrando le finalità della Commissione Oms sull'occupazione e la crescita economica. «L’Organizzazione Mondiale della Sanità punta alla creazione di nuovi posti di lavoro, alla parità di genere ed ai diritti delle donne che rappresentano il 70% dell’occupazione nel settore, all’accrescimento della formazione e delle competenze educative ma anche ad una migliore organizzazione del servizio sanitario dove la tecnologia può divenire uno strumento per superare le crisi umanitarie. Per questo sono necessari maggiori investimenti pubblici e privati, partnership e cooperazione internazionale ma anche sistemi fiscali ad hoc». «L’Oms – ha concluso Mardens – è sul campo per accelerare i progressi verso la copertura sanitaria universale e per garantire un accesso equo ai servizi sanitari all'interno di sistemi sanitari rafforzati, per assicurare buona salute e benessere e una educazione adeguata, per la parità dei sessi e per favorire il dialogo sociale e il dialogo politico».
  • CURA E ASSISTENZA ALLA PERSONA, A ROMA LA WORLD CONFERENCE DEL SINDACATO INTERNAZIONALE UNICARE GLOBAL UNION. AL CENTRO DELLA KERMESSE LA NECESSITA’ DI GARANTIRE UNA OCCUPAZIONE DI QUALITA’ E SALARI DIGNITOSI NEI SERVIZI PRIVATI Roma, 13 febbraio 2019 - Cresce l’aspettativa di vita dell’uomo anche se a beneficiarne non è tutta l’umanità. Il trend demografico prevede lo spostamento in avanti della vita media soprattutto in alcuni Paesi tra i più industrializzati del pianeta perché a concorrere non è solo il benessere materiale ma anche un mix di condizioni geografiche, alimentari e stili di vita. Diversi gli studi che stanno approfondendo questi scenari, tra gli altri una recente ricerca pubblicata dalla rivista scientifica inglese di ambito medico Lancet, rivela che l’aspettativa di vita vedrà classificata la Spagna al primo posto (85,8 anni) seguita dal Giappone (85,7 anni), Singapore (85,4 anni), Svizzera (85,2), Portogallo (84,5). L’Italia, con una vita media di 84,5 anni, si colloca al sesto posto della classifica mondiale, guadagnando una posizione rispetto al 2016. In settima posizione c'è Israele (84,4 anni), all'ottavo posto la Francia (84,3), poi il Lussemburgo (84,1) e l'Australia (84,1). Il Regno Unito, con 83,3 anni, salirà al 23.mo posto nel 2040 mentre gli Stati Uniti con 79,8 anni si classificano al 64° posto. Tra le conseguenze di questi cambiamenti ci sono anche nuovi panorami che si aprono nel mondo del lavoro anche a fronte della graduale contrazione degli interventi di welfare pubblico. Sarà infatti sempre più necessario avere anche figure professionali nel settore privato con competenze specifiche per assistere le persone e, dati alla mano, si tratta di un comparto, in crescita esponenziale. Aspetti che non sfuggono all’attenzione sindacale che sia a livello nazionale sia internazionale si interroga su come tutelare al meglio questi lavoratori. Ad approfondire le dinamiche settoriali globali e le strategie di governance del comparto anche a livello transnazionale è il sindacato internazionale della cura e dell’assistenza alla persona Unicare Global Union – affiliato al sindacato internazionale dei servizi Uniglobal Union con oltre 6milioni di iscritti in tutto il mondo – che oggi a Roma, all’Hotel Massimo D’Azeglio, ha avviato i lavori della seconda conferenza mondiale dei sindacati del settore – la prima nel 2015 a Buenos Aires - con oltre 100 delegati provenienti da tutto il globo. Al centro della conferenza, che si concluderà il 15 febbraio, la necessità di assicurare la qualità dell’occupazione nel comparto in crescita esponenziale in tutto il globo, ma anche garantire l’accesso ai servizi di cura e assistenza e alla long term care. Ad aprire la kermesse, dopo i saluti del presidente di Unicare Global Union Carlos West Ocampo, gli interventi introduttivi di Frederic Favraud, vice presidente di Unicare Global Union, Alke Boessiger, segretario generale aggiunto di Uni Global Union, Oliver Roethig, segretario regionale di Uni Europa, Adrian Durtschi, direttore Unicare Uniglobal Union. All’iniziativa hanno preso parte la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan e il segretario generale della Fist Cisl Nazionale Pierangelo Raineri. Frederic Favraud, vice presidente di Unicare Global Union, ha sottolineato che «il diritto alla salute è un diritto primario per i lavoratori ed occorre finalizzare l’attività sindacale per estenderlo a tutti i lavoratori compresi i lavoratori del settore della cura e dell’assistenza». Favraud ha poi annunciato che nel mese di settembre 2019 il sindacato europeo Uni Europa promuoverà una conferenza internazionale sulle coperture sociali da garantire ai lavoratori. Alke Boessiger, segretario generale aggiunto del sindacato internazionale Uni Global Union, ha posto l’accento «sull’urgenza di definire salario e condizioni di lavoro adeguati ai tavoli di trattativa ai quali il sindacato deve esserci» e sulla necessità di «puntare al principio della solidarietà, base per un movimento sindacale forte». Oliver Roethig, segretario regionale di Uni Europa, sollecita «una buona preparazione per affrontare la rivoluzione digitale nel settore di cura». «Nel settore di cura si è creato un business al quale occorre dare un volto umano. Non possiamo permettere che le multinazionali perseguano una corsa verso il basso dove si esige l’efficienza ma i lavoratori sono sfruttati» ha aggiunto il sindacalista auspicando «la fine del lavoro precario e salari dignitosi». E’ il direttore di Unicare Global Union Adrian Durtschi ad illustrare il report delle attività dall’anno della costituzione del sindacato internazionale - era il 2015 - a cominciare dalle tavole rotonde promosse con i membri del Parlamento Europeo finalizzate a rilanciare una occupazione di qualità, il dialogo sociale e maggiori investimenti nel settore della cura e dell'assistenza fino ai workshop promossi congiuntamente con l’associazione di persone anziane Age Platfor e con le organizzazioni per i diritti umani allo scopo di promuovere l'idea che una buona qualità dell'assistenza abbia bisogno anche di buone condizioni di lavoro. Da qui la definizione delle le linee guida best-practice a livello europeo sui servizi di Personal Houshold (Badanti e Homecare). «Unicare Global Union – ha sottolineato Durtschi – sostiene l’idea di costruire e rafforzare i sindacati in oltre 12 paesi del mondo, ad esempio Nepal, Colombia, Repubblica Ceca, Polonia, con l'obiettivo di stabilire un dialogo sociale e migliorare le condizioni di lavoro». «Grazie a questa attenzione – ha enfatizzato – in questi ultimi anni il sindacato si è rafforzato dando vita a nuove forme di contrattazione per i lavoratori». Per il segretario generale della Fist Cisl Nazionale Pierangelo Raineri «nei nuovi scenari demografici dell’ ageing society diventa indispensabile costruire, attraverso la contrattazione, un welfare capace di intercettare la crescente domanda di servizi di cura ed assistenza ed offrire soluzioni adeguate» «L’assistenza socio sanitaria assistenziale è uno degli input più importanti per la salute e l’aspettativa di vita è una delle misure chiave della salute di una popolazione» ha sottolineato il sindacalista evidenziando che «la contrattazione a tutti i livelli compreso il livello transnazionale, resta il perimetro migliore entro cui inserire diritti e tutele anche considerato che i sistemi sanitari del mondo non sono pronti ad affrontare l’invecchiamento crescente». «Il sindacato globale – ha concluso Raineri – dovrà essere pronto ad affrontare i nuovi scenari per meglio tutelare i molti lavoratori e le lavoratrici del settore care». La segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan ha rilanciato sulla «necessità di mettere al centro la persona», da sempre l’orizzonte ultimo della azione sindacale portata avanti dalla Cisl. «L’invecchiamento della popolazione, il ruolo e la valorizzazione, normativa e retributiva del lavoro di cura nel panorama globale anche all'interno del più vasto settore dei servizi, la sicurezza degli ambienti di lavoro, l’adeguamento delle tutele sociali rispetto ai mutamenti tecnologici e demografici, così come l’organizzazione del lavoro, con la conciliazione dei tempi di vita e dei tempi del lavoro, la tutela delle fasce più deboli come i bambini e gli anziani a cui sono legate anche le politiche pubbliche della sanità e dell’assistenza – ha sottolineato Furlan - sono elementi fondamentali per la valorizzazione della persona e sono queste le linee principali che valgono, sia a livello europeo che mondiale, per rivendicare la centralità della persona nel lavoro, per non considerarla come elemento di svalutazione competitiva». «Per garantire coesione sociale e copertura sanitaria – ha concluso la sindacalista - serve dare la giusta dignità al lavoro svolto dalle donne e dagli uomini di questo settore, sia esso lavoro formale che lavoro informale. Per continuare a garantire progresso, per evitare sempre più conflitti e povertà, serve creare solidarietà e sussidiarietà». Giovedì 14 febbraio l’assise farà il punto sullo stato della contrattazione nei vari paesi del mondo e approfondirà in particolare lo stato dell’arte ed i rapporti con le multinazionali e le associazioni For Profit operative in tutto il mondo. Uno dei focus sarà dedicato all’evoluzione della contrattazione in Italia dove un sistema avanzato di relazioni sindacali ha consentito di costruire con le associazioni imprenditoriali del settore contratti nazionali e organismi bilaterali per gli oltre 2milioni di addetti ai servizi privati di cura e assistenza alla persona che operano alle dipendenze delle famiglie e delle aziende private che forniscono servizi alla persona in modo strutturato. La tre giorni di confronto si concluderà il 15 febbraio con una tavola rotonda sul tema “The importance of CBA and Training”, “L’Importanza della Contrattazione Collettiva e della formazione professionale”. Molti gli ospiti attesi all’iniziativa tra cui Padre Francesco Ciccimarra, presidente Agidae, Paul Marsden, ufficio tecnico della Organizzazione Mondiale della Sanità, Annie Newman del sindacato neo zelandese E Tu, JeanPiet Bauwens del sindacato belga Setca, Masanobu Furukawa del sindacato giapponese UA Zensen w Katha Fortieri del sindacato canadese UNIFOR. Tra i relatori anche esponenti dei sindacati americani SEIU e RWDSU, del sindacato argenti Fatsa e dello spagnolo CCOO TBC, Unicare Americas, dei sindacati cechi e polacchi Cozz, Uzo, Opzz Kp, del sindacato messicano Sntissste, del sindacato tunisino ugtt e del sindacato austriaco Gba Tbc.
  • COOPERATIVE SOCIALI, CONTRATTO NAZIONALE SCADUTO DA OLTRE 5 ANNI E ATTESO DA CIRCA 400MILA ADDETTI. NEGOZIATI A RILENTO, IL 18 FEBBRAIO PRESIDIO DEI SINDACATI A PIAZZA DELL'ESQUILINO A ROMA. Roma, 13 febbraio 2019 - Il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle lavoratrici e di lavoratori della cooperazione sociale è entrato in una fase decisiva. Gli ultimi incontri hanno permesso di avvicinare le posizioni su punti importanti quali il mercato del lavoro, struttura della contrattazione e parte normativa del contratto. Restano da definire alcune parti del contratto ed alcuni punti politicamente delicati, e resta - soprattutto - da definire la partita economica che deve stare alla base del rinnovo contrattuale; arrivare presto e bene al contratto si può e si deve. Per questo è convocato, a sostegno ed in concomitanza con la trattativa, un presidio di delegate e delegati per il giorno 18 febbraio dalle ore 14 alle ore 18 presso piazza dell’ Esquilino – Roma.  
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