LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • BUON COMPLEANNO TGLAB! COMPIE 10 ANNI IL NOTIZIARIO SETTIMANALE WEB A CURA DELLA FISASCAT CISL 22 febbraio 2019 - Buon Compleanno TgLab! Compie 10 anni il notiziario settimanale web a cura della Fisascat Cisl nato il 20 febbraio del 2009. Anni durante i quali ha raccontato l’attività sindacale nel commercio, turismo e servizi, ha seguito le principali vertenze e tutte le notizie legate al mondo del terziario privato. Una realtà in espansione; il settore infatti si conferma comparto sempre più prevalente dell’economica italiana con un valore aggiunto che sfiora il 40% del mercato e supera il 70% in termini occupazionali, con oltre 16milioni di dipendenti, su 23milioni e 475mila lavoratori, segnala l’Istat, concentrati nel settore dei servizi, nel commercio e nel turiamo, ma dove a crescere è anche la precarietà del lavoro , con una maggiore incidenza delle posizioni a tempo parziale e dei rapporti di lavoro a tempo determinato. Dunque uno scenario in evoluzione, in cui nuove norme e rinnovati bisogni di tutela dei lavoratori dovranno sempre più cercare una sintesi nella contrattazione a tutti i livelli e dove la partecipazione dovrà divenire caposaldo delle relazioni sindacali. Un ringraziamento sentito a tutti gli operatori e ai numerosi delegati che dai territori e dalle aziende hanno contribuito a costruire e diffondere questo importante strumento di informazione al servizio degli iscritti e divenuto nel tempo sempre più punto di riferimento nel panorama della comunicazione sindacale. Il Tglab è cambiato adeguandosi sempre più ai nuovi format della comunicazione, misurandosi con le nuove tecnologie e i socialmedia. Un appuntamento settimanale sempre più seguito come attestano i contatti crescenti oggi arrivati ad oltre 200mila visualizzazioni all’anno. «Nell’era della comunicazione digitale - ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini - anche il sindacato non può prescindere dal raccontare all’interno ed all’esterno contenuti ed evoluzione dell’attività sindacale nel commercio, turismo e servizi, settori dove aumentato precarietà e frammentazione ma la contrattazione negli anni è riuscita a costruire un valido sistema di tutele supportato dalla bilateralità». «Continueremo a divulgare l’informazione attraverso il TgLab – ha aggiunto il sindacalista – convinti di fornire un servizio utile che accende i riflettori sulle condizioni di impiego di milioni di lavoratrici e lavoratori ai quali come Fisascat Cisl non faremo mai mancare il nostro supporto».
  • SERVIZI DI RISTORAZIONE CARCERI, IL 25 FEBBRAIO IN SCIOPERO I 100 ADDETTI DELLE MENSE PER LA POLIZIA PENITENZIARIA IN VENETO, TRENTINO ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, UMBRIA E PUGLIA. LA DENUNCIA DEI SINDACATI: «RETRIBUZIONI ED EMOLUMENTI NON CORRISPOSTI, IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA INTERVENGA NEL RISPETTO DEL CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI» Roma, 20 febbraio 2019 - Incroceranno le braccia lunedì 25 febbraio i circa 100 lavoratori addetti ai servizi di ristorazione nelle mense di servizio per il personale della Polizia penitenziaria nelle sedi degli Istituti penitenziari delle circoscrizioni territoriali di competenza di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Puglia. Il servizio è gestito da Food & Facility Srl in qualità di consorziata di Unilabor titolare del contratto di appalto. La mobilitazione è stata indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs, per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di dicembre 2018 e gennaio 2019 e delle quote a saldo delle tredicesime non ancora corrisposte «nonostante lo stato di agitazione e la richiesta di erogazione immediata delle retribuzioni mancanti» hanno stigmatizzato le tre sigle nella nota unitaria trasmessa alle due direzioni societarie ed al ministero della Giustizia. I sindacati sottolineano che «i lavoratori al 1 aprile 2018 sono stati oggetto di un passaggio del proprio rapporto di lavoro da Sybaris Srl a Food&Facility Srl, nell’ambito di un riaffido interno al Consorzio Unilabor, in quanto Sybaris non riusciva a far fronte ai pagamenti degli stipendi e alla gestione dell’appalto delle Case Circondariali» e che «l’operazione di fatto è stata condotta come un cambio di appalto instaurando rapporti di lavoro ex novo dove i dipendenti oltre ad avere retribuito in ritardo le mensilità dovute da Sybaris ad oggi non hanno ancora percepito le competenze di fine rapporto e i Tfr, di cui si era fatto garante il Consorzio». Per i sindacati «quello che è evidente è che il Ministero della Giustizia, ricorrendo di fatto a gare al massimo ribasso, continua da anni ad appaltare il servizio di ristorazione delle guardie penitenziarie ad aziende che si aggiudicano l’appalto a condizioni non sostenibili che, in breve tempo, vengono scaricate sui lavoratori attraverso la non erogazione degli stipendi ed emolumenti o comunque in costante ritardo ». «L’auspicio – concludono le tre sigle - è che il dicastero fornisca una celere risposta ad una situazione che necessita di una soluzione sia nell’interesse dei lavoratori che operano in appalto, sia del proprio personale di custodia».
  • DISTRIBUZIONE COOPERATIVA: ACCORDO PER IL CONTRATTO. Roma, 19 febbraio 2019 - È stato siglato, tra le associazioni nazionali della Distribuzione Cooperativa facenti capo a Legacoop, Confcooperative e Ancc e i sindacati di categoria Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCs, l’ipotesi di accordo per il CCNL di settore che prevede il rinnovo della parte conomica e l’ultravigenza della parte normativa. Un esito che si colloca in un contesto difficile sul piano economico e contrattuale, in presenza di numerose riorganizzazioni aziendali e vertenze occupazionali. L’intesa prevede un aumento salariale di 65 euro al IV livello full time, di cui 50 euro saranno erogate con le competenze del mese di febbraio 2019 e ulteriori 15 euro da luglio 2019. In considerazione del tempo trascorso dalla scadenza del contratto è prevista anche l’erogazione di una tantum di 1000 €, di cui la prima quota pari a 500 € sarà erogata con le competenze del mese di febbraio 2019 e la restante parte con le competenze di marzo 2020. L’ipotesi inoltre prevede la parificazione della quota per l’assistenza sanitaria integrativa tra dipendenti a tempo pieno e dipendenti a tempo parziale e una ulteriore quota di un euro a carico delle impresa per tutti i lavoratori a partire da dicembre 2020. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto dopo oltre cinque anni dalla scadenza del contratto. Una ipotesi di accordo che riconosce un significativo aumento salariale e salvaguarda l’impianto normativo del contratto in essere. Si sottolinea inoltre l’importanza di aver determinato un incremento della quota destinata al welfare contrattuale tutta a carico delle imprese sul versante dell’assistenza sanitaria integrativa. L’ipotesi di accordo sarà sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice ha sottolineato che «con la sottoscrizione dell’intesa relativa all’aggiornamento dei trattamenti retributivi per i dipendenti delle imprese della distribuzione cooperativa i sindacati hanno concluso la complicata stagione dei negoziati del settore distributivo». «La soluzione ricercata con ostinazione dalla Fisascat Cisl per condividere una intesa parziale è stata motivata dalla necessità di dare una risposta concrete e coerenti in termini economici a tante lavoratrici e lavoratori che durante il periodo di mancato rinnovo del contratto nazionale si sono visti riconoscere esclusivamente 200 euro di una tantum – ha sottolineato il sindacalista – Il contratto nazionale scaduto dal 31 dicembre del 2013 non è stato rinnovato integralmente non solo per la complicata fase economica che molte imprese cooperative stanno vivendo – ha aggiunto il sindacalista – ma anche per l’incapacità dei nostri interlocutori a concepire un rinnovato sistema contrattuale capace di rappresentare un saldo riferimento in termini complessivi». Per il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini «è necessario guardare al futuro e operare concretamente affinchè il settore della distribuzione commerciale converga su un riferimento in termini contrattuali il più possibile omogeneo anche se riconducibile a fonti diverse». «Nell’ambito delle tante vertenze aperte per i rinnovi dei contratti di lavoro aver sottoscritto il contratto di un settore tra i più importanti inseriti organicamente nell’ambito del movimento cooperativo può facilitare il dialogo tra le parti anche su altri tavoli negoziali».
  • CARREFOUR. LA MULTINAZIONALE FRANCESE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA ANNUNCIA LA RISTRUTTURAZIONE IN ITALIA, OLTRE 600 I POSTI DI LAVORO A RISCHIO. DELL’OREFICE: «LA “FUGA” DAL FORMAT IPER NON PUÒ AVVENIRE CON SCELTE UNILATERALI ED A PREZZI SOCIALI RILEVANTI, L’AZIENDA APRA UN CONFRONTO DI MERITO CON I SINDACATI» Roma, 18 febbraio 2019 - «Quando ci sono in ballo posti di lavoro e quindi la vita di interi nuclei familiari occorre utilizzare la massima chiarezza. Nel preannunciare il pesante piano di ristrutturazione che impatta in maniera significativa su alcuni Iper della rete commerciale in Italia Carrefour si è affrettata a dichiarare che i licenziamenti saranno operati solo sulla base della non opposizione quindi implicitamente dando per scontato che si possa arrivare ad una intesa con i sindacati» così il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice ha commentato il piano strategico 2019/2022 annunciato della multinazionale francese della grande distribuzione organizzata che in Italia prevede il ridimensionamento delle superfici di vendita per 5 iper, un piano per far crescere la produttività in altre 27 grandi superfici di vendita ed un intervento sul personale della sede centrale di Milano, con un esubero complessivo di oltre 590 lavoratori equivalenti full time. «L’azienda ha manifestato la propria disponibilità a condividere con le organizzazioni sindacali un percorso che, tra le altre cose prevede una riduzione del costo orario del lavoro, quindi l’annunciata disponibilità a fare un accordo anche sulle procedure di licenziamento è subordinata all’accettazione di una trattativa per ridurre i salari ai lavoratori» ha stigmatizzato il sindacalista sottolineando che «il piano triennale strategico 2019 2021, che tra l’altro prevede un investimento per quanto importante ma di lunga inferiore rispetto a quelli operati negli anni scorsi, vada modificato ed integrato rispetto al capitolo lavoro». Per il sindacalista «servono investimenti sulla formazione, sulla riqualificazione e sull’aggiornamento professionale di chi opera all’interno dei punti vendita Carrefour per agevolarne la transizione in seno al progetto di riorganizzazione che l’azienda ha intenzione di perseguire. La “fuga” dal format iper non può avvenire con scelte unilaterali ed a prezzi sociali rilevanti». «L’azienda – ha concluso il sindacalista - apra un serio confronto di merito con i sindacati ed abbandoni soluzioni precostituite ed edulcorate a mezzo stampa, siamo di fronte ad una ristrutturazione. Solo assieme si potranno trovare le opzioni più utili per difendere l’occupazione e una presenza commerciale qualificata e vincente sul mercato».
  • CURA E ASSISTENZA ALLA PERSONA, LA WORLD CONFERENCE UNICARE GLOBAL UNION ANALIZZA L’EVOLUZIONE DELLA CONTRATTAZIONE DI SETTORE NEL MONDO. L’ASSISE ELEGGE MIGUEL ZUBIETA NUOVO PRESIDENTE, PIERANGELO RAINERI DEL SINDACATO ITALIANO FIST CISL ELETTO VICEPRESIDENTE Roma, 14 febbraio 2019 - Il comparto privato della cura e dell’assistenza alla persona sta avendo una crescita esponenziale in tutto il mondo, per effetto sia della graduale contrazione del welfare pubblico che della maggiore richiesta di servizi, anche correlata ai nuovi scenari demografici ed all’invecchiamento della popolazione, fenomeno in espansione in molti paesi del globo. Ma come tutelare l’occupazione nel settore? Come garantire salari adeguati e migliori condizioni di lavoro? E’ questo il leit motiv della seconda giornata di lavori della conferenza mondiale di Unicare Global Union - il sindacato internazionale della cura e dell’assistenza alla persona affiliato al sindacato mondiale dei servizi Uniglobal Union – in corso a Roma. Il panel “Togheter we can do it”, “insieme si può”, ha analizzato le previsioni della contrattazione di settore realizzata in Italia, dove nel comparto privato della cura e dell’assistenza alla persona sono occupati complessivamente circa due milioni di addetti tra badanti e lavoro domestico, dipendenti delle cooperative sociali, delle imprese del settore, ma anche di studi professionali, aziende delle termali e farmaceutiche e degli istituti socio sanitari assistenziali educativi gestiti da enti ecclesiastici. Il focus della kermesse è stato dedicato alla evoluzione della contrattazione avviata ormai 25 anni fa con Agidae, l’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica, applicata ad oltre 50mila dipendenti. E’ il presidente dell’Associazione Padre Francesco Ciccimarra ad illustrare il sistema di relazioni sindacali esistenti dal 1994 ad oggi «consentendo di definire una contrattazione collettiva incentrata non solo sul salario ma anche sugli aspetti connessi alle tutele dei lavoratori ed alla formazione professionale, come anche sulla sicurezza e sulla privacy e più recentemente sul welfare riferito all’assistenza sanitaria integrativa, mettendo al centro la persona e le sue necessità realizzando i prìncipi di fraternità e uguaglianza del magistero della Chiesa cattolica, tenendo però presente che anche un buono stato di salute delle imprese e delle associazioni di settore è essenziale per garantire una occupazione di qualità». Un modello di contrattazione, quello italiano, da realizzare anche in altri paesi del mondo dove purtroppo le relazioni sindacali sono difficili e osteggiate dai governi in carica, come accade ad esempio in Brasile, Colombia, Cile ed Uruguay ma dove comunque centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori aderiscono convintamente al sindacato, come è stato illustrato da esponenti dei vari movimenti sindacali presenti alla conferenza. Un tema molto sentito anche in Europa dove il sindacato europeo dei servizi Unicare Europa ha collaborato con la Commissione Europea e con la Consulta per la Giustizia~Europea~dei~Diritti dell'Uomo per migliorare le condizioni di lavoro nel settore di cura e assistenza. Alla kermesse ha preso parte Elisabeth Messtheneos, rappresentante di AGE Platform Europe, una rete europea di organizzazioni senza scopo di lucro di e per persone di età superiore ai 50 anni che mira a promuovere e promuovere gli interessi dei 200 milioni di cittadini di età superiore ai 50 anni nell'Unione europea e di sensibilizzare le questioni che li riguardano di più. «L’approccio è quello di garantire i diritti umani e di rispondere alla necessità dell’individuo – ha dichiarato la funzionaria della AGE Platform Europe – cercando di continuare ad assicurare e migliorare la qualità dei servizi di cura e di assicurali anche nella terza età attraverso per esempio l’attivazione della long-term care, ossia la possibilità di accesso alle cure a lungo termine nella terza età». Analizzato anche lo stato delle relazioni sindacali in Repubblica Ceca e Polonia dove i sindacati cechi e polacchi Cozz, Uzo, Opzz Kp portano avanti da oltre cinque anni una capillare campagna di sindacalizzazione nelle multinazionali che operano nei due stati e che rappresentano quasi la totalità delle strutture socio sanitarie assistenziali. Un movimento che raggiunge l’altro capo del mondo, in Nuova Zelanda, dove il sindacato neozelandese E Tu ha promosso una lotta sindacale che ha avuto come risultato l’incremento della retribuzione minima prevista per i lavoratori del settore cura e assistenza. Tema di confronto della conferenza anche lo stato delle relazioni sindacali con le multinazionali e le imprese for profit operative in tutto il globo e specialmente nel continente americano e nel nord Europa con una tavola rotonda alla quale hanno preso parte esponenti dei sindacati statunitensi Seiu, Rwdsu, del sindacato argentino Fatsa, del sindacato spagnolo Ccoo. L’assise ha eletto all’unanimità Miguel Zubieta, del sindacato argentino Fatsa, nuovo presidente di Unicare Global Union che succede a Carlos West Ocampo, oltre ai vice presidenti Frederic Favraud del sindacato francese Fo Fec, Pierangelo Raineri del sindacato italiano dei servizi Fist Cisl e Luis Miguel del sindacato messicano Ranfla – Sntisste. La tre giorni di conferenza modiale si concluderà il 15 febbraio con una tavola rotonda sul tema “The importance of CBA and Training”, “L’Importanza della Contrattazione Collettiva e della formazione professionale”. Tra i relatori Oliver Rothig, segretario generale del sindacato Europeo Uni Europa, Pierangelo Raineri, vice presidente Uni Global Union, JeanPiet Bauwens del sindacato belga Setca, Masanobu Furukawa del sindacato giapponese UA Zensen w Katha Fortieri del sindacato canadese Unifor. I lavori proseguiranno un panel dedicato ai sistemi di protezione sociale esistenti in Austria, Tunisia, Messico con gli interventi programmati di esponenti del sindacato messicano Sntissste, del sindacato tunisino Ugtt e del sindacato austriaco Gba.
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