LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • SCUOLE BELLE, IL 19 NOVEMBRE IN SCIOPERO I 16MILA EX LSU E DEGLI APPALTI STORICI ADDETTI AI SERVIZI DI PULIZIA E AUSILIARIATO. FERRARI: «SITUAZIONE DRAMMATICA, URGENTE ASSICURARE STABILITA' OCCUPAZIONALE E DEL REDDITO AI LAVORATORI PRECARI DA 20 ANNI» Roma, 8 novembre 2018 - Il 19 novembre incroceranno le braccia i 16mila lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane. Lo sciopero è stato indetto congiuntamente dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti per protestare contro la mancata convocazione del tavolo politico previsto dalle intese governative e sul quale il ministero dell’Istruzione aveva confermato la disponibilità in occasione della manifestazione nazionale promossa dai sindacati a Roma davanti la sede del Miur lo scorso 11 settembre. In tale sede il dicastero si era impegnato ad avviare entro tre settimane un confronto specifico finalizzato ad individuare le soluzioni da adottare per la stabilizzazione dei 16mila lavoratori coinvolti, tra cui l’ipotesi della internalizzazione del servizio annunciata da esponenti del Governo nei mesi scorsi e recentemente diffusa sul web con video e notizie sui social media ed oggetto della risoluzione approvata nei giorni scorsi in Commissione Cultura che impegna Governo a stabilizzare 12mila lavoratori precari che hanno prestato servizio nel settore. Nella nota unitaria trasmessa al ministero del Lavoro, alla Commissione di Garanzia e alle associazioni imprenditoriali di settore Anip Confindustria, Legacoop Produzione e Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative e Agci Servizi nonchè alle imprese consortili Ciclat, Manital, Manutencoop, Dussmann Service, Team Service e Maca Servizi Generali Smeraldo, i sindacati stigmatizzano “la condizione di precarietà” in cui versano i lavoratori del settore oltre che “lo stato di gravità della situazione attuale, che vede gran parte delle aziende oggi impegnate nella convenzione Consip Scuole, non pagare od essere in costante ritardo nell’erogazione degli stipendi”. Il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari ha espresso l’auspicio sulla convocazione del tavolo governativo e sulla definizione di «una soluzione di continuità dell’occupazione e del reddito di tutti i lavoratori, prevalentemente del Mezzogiorno d’Italia, che da oltre 20anni vivono in uno stato di precarietà e oggi sono in situazioni ai limiti della sostenibilità, coinvolti dal ritardo dei pagamenti dei salari ai limiti della sostenibilità». «Rimaniamo in attesa della convocazione da parte del Miur anche per ufficializzare le notizie diffuse sui social web e sui blog del settore. L’annunciato processo di internalizzazione - ha concluso il sindacalista - dovrà inderogabilmente coinvolgere tutti i 16mila addetti, non uno di meno».
  • GIOCO LEGALE, SINDACATI IN CAMPO VS LA STRETTA NORMATIVA DEGLI ENTI LOCALI E DEL GOVERNO CENTRALE. A RISCHIO 150MILA ADDETTI, IL 16 NOVEMBRE AL VIA LA MOBILITAZIONE #VOGLIAMOUNGIOCOPULITO. Roma, 8 novembre 2018 - Il 16 novembre prenderà il via la mobilitazione nazionale dei 150mila lavoratori del settore del gioco legale. #VogliamoUnGiocoPulito l’hashtag della protesta indetta congiuntamente dalle federazioni nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs contro la stretta normativa introdotta dagli Enti Locali e dal Governo. La mobilitazione nazionale segue le manifestazioni regionali promosse in Piemonte e in Puglia nelle scorse settimane. Sotto i riflettori dei sindacati i provvedimenti legislativi adottati da alcune amministrazioni regionali e comunali, come il distanziometro e la riduzione degli orari di apertura, e le nuove misure introdotte con la recente manovra finanziaria, che, stigmatizzano le tre sigle, «rischiano solo di produrre nuove elusioni» e che «stanno già avendo effetti negativi sull’occupazione nella filiera del gioco legale in assenza di un confronto con le Parti Sociali». Nelle scorse settimane Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sollecitato il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ad attivare un tavolo istituzionale sulla crisi del settore «finalizzato ad analizzare e misurare gli effetti dei provvedimenti sul gioco legale e ad individuare soluzioni volte alla salvaguardia occupazionale e alla tutela dei lavoratori» si legge nella missiva congiunta. Le tre sigle, prosegue la nota, «condividono la necessità di intervenire sul settore per rendere compatibili le occasioni di gioco con la sostenibilità sociale, contrastare gli abusi e combattere l’illegalità e le attività illecite, a volte controllate dalla criminalità, guardando con preoccupazione il diffondersi di fenomeni difficilmente controllabili come il gioco on line». Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs inoltre «mancano risposte concrete alle forme di dipendenza al gioco, in quanto le strutture sanitarie sono ancora largamente impreparate ad affrontare il fenomeno che, con la sola soppressione dei luoghi di gioco legale, oltre a creare seri problemi di tenuta occupazionale, rischia di essere consegnato completamente a dinamiche illegali».~Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs stigmatizzano infine l’assenza di un intervento da parte della Conferenza Unificata «utile a rendere omogeneo il quadro normativo».
  • IPERDI’/SUPERDI', SIGLATA AL MISE L’INTESA SUL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER I 669 LAVORATORI COINVOLTI DALLA CRISI AZIENDALE. DELL’OREFICE: «NECESSARIO PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO E GARANTIRE UN SOSTEGNO AL REDDITO AI DIPENDENTI ESCLUSI DALLA CIGS» Roma, 6 novembre 2018 - Spiragli nella vertenza che ha coinvolto i lavoratori della catena discount Superdì/Iperdì. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs e la direzione societaria Gruppo Commercianti Associati General Market srl hanno sottoscritto al ministero dello Sviluppo Economico, in presenza del sottosegretario Davide Crippa, l’accordo per il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, in applicazione del recente Decreto Legge Emergenze. Il sostegno al reddito è destinato a 669 lavoratori dei punti vendita in Lombardia e Piemonte coinvolti dalla crisi aziendale per 12 mesi con decorrenza dal 29 settembre del 2018. L'intesa ha anche stabilito i termini del ricorso all’assegno di ricollocazione. Per la Fisascat è necessario che l’impresa operi le annunciate cessioni di parte della propria rete commerciale salvaguardando gli interessi dei propri dipendenti e dell’occupazione. «In particolare la proprietà societaria - ha sottolineato il segretario nazionale della categoria cislina Vincenzo Dell’Orefice - anche alla luce delle determinazioni assunte per superare l’attuale situazione di crisi che l’impresa sta attraversando e per fuoriuscire dallo stato di non solvibilità che potrebbe cronicizzarsi, deve necessariamente dotarsi di un piano di ristrutturazione del debito che dia concrete garanzie di successo a qualsivoglia procedura che si vorrà intraprendere, soprattutto da un punto di vista patrimoniale». Per il sindacalista «è altresì necessario dare una concreta risposta ai lavoratori che, operando in entità societarie comunque riferibili al gruppo ma con un organico inferiore alle 50 unità, non hanno la garanzia della cassa integrazione straordinaria».
  • UNICARE EUROPA, IL SINDACATO EUROPEO DEI LAVORATORI ADDETTI AI SERVIZI DI CURA E ASSISTENZA ALLA PERSONA A CONFRONTO SUI NUOVI SCENARI DEMOGRAFICI. RAINERI (FIST CISL): «L’ASPETTATIVA DI VITA CRESCE IN TUTTO IL MONDO, NECESSARIO SVILUPPARE UN SISTEMA DI TUTELE PER I LAVORATORI E FAVORIRE L’ACCESSO ALLA LONG TERM CARE» Roma, 31 ottobre 2018 - La vita media si allunga in molti paesi del mondo. I nuovi scenari sull’aspettativa di vita nei prossimi 20 anni, secondo una recente ricerca pubblicata dalla rivista scientifica inglese di ambito medico Lancet, classificano la Spagna al primo posto (85,8 anni) seguita dal Giappone (85,7 anni), Singapore (85,4 anni), Svizzera (85,2), Portogallo (84,5). L’Italia, con una vita media di 84,5 anni, si colloca al sesto posto della classifica mondiale, guadagnando una posizione rispetto al 2016. In settima posizione c'è Israele (84,4 anni), all'ottavo posto la Francia (84,3), poi il Lussemburgo (84,1) e l'Australia (84,1). Il Regno Unito, con 83,3 anni, salirà al 23.mo posto nel 2040 mentre gli Stati Uniti con 79,8 anni si classificano al 64° posto. I dati sono stati oggetto di analisi a Bruxelles al Comitato Esecutivo di Unicare Europa, il sindacato europeo dei lavoratori addetti ai servizi di cura e di assistenza alla persona, comparto in crescita esponenziale in tutto il globo. «La necessità di proteggere il proprio futuro sta diventando ormai argomento universalmente riconosciuto. Dovremo considerare sempre più le tendenze demografiche per poter prevedere lo sviluppo del settore dell’assistenza in Europa e nel mondo» ha dichiarato il vice presidente di Unicare Europa e segretario generale della Fist Cisl Pierangelo Raineri. «Nel nuovo scenario economico e sociale - ha sottolineato - il sindacato internazionale ed europeo dovrà essere capace di sviluppare una strategia globale con il duplice obiettivo di proteggere il ruolo crescente ed i diritti dei lavoratori che operano nel comparto e di creare meccanismi contrattuali che diano la possibilità di accesso alla Long Term Care». Al centro dell’assise anche le strategie per accrescere la sindacalizzazione nelle grandi multinazionali, quali Orpea e Korian, presenti anche in Italia sotto forma di cooperative, ma anche i punti di collaborazione con le associazioni europee che rappresentano gli interessi delle persone anziane e della terza età. Molta attenzione è stata posta sulla struttura e sulle risorse da destinare alla costruzione della Long Term Care anche attraverso la contrattazione. «L'esperienza italiana della bilateralità è un buon punto di riferimento per costruire le risorse, economiche e sociali, necessarie per una Long Term Care realmente esigibile» ha concluso Raineri ricordando l’appuntamento congressuale del sindacato internazionale Unicare Uniglobal Union in programma a Roma nel 2019, dal 13 al 15 febbraio. Il focus della kermesse mondiale sarà sulla struttura e sulle potenzialità occupazionali nel settore di cura e assistenza e sul ruolo del sindacato e della contrattazione di settore.
  • UNICOOP TIRRENO, LA COOPERATIVA DI CONSUMATORI TORNA SUI PROPRI PASSI E ANNUNCIA LA CHIUSURA DI QUATTRO NEGOZI NEL SUD DEL LAZIO. DELL’OREFICE: «DISPONIBILI AL CONFRONTO, SALVAGUARDIA RETE VENDITA E OCCUPAZIONE CONDIZIONE IRRINUNCIABILE» Roma, 30 ottobre 2018 - Falsa partenza per Unicoop Tirreno. La cooperativa di consumatori, al tavolo attivato al ministero dello Sviluppo Economico con i sindacati di categoria Cgil Cisl Uil, ha annunciato la chiusura di quattro punti vendita ad Aprilia, Frosinone, Pomezia Via Cavour e Velletri, tornando di fatto indietro rispetto alle posizioni dichiarate nell’ultimo incontro al dicastero sulla sospensione della cessione degli otto punti vendita del Sud del Lazio. «Come Fisascat Cisl – ha dichiarato il segretario nazionale della categoria Vincenzo Dell’orefice – abbiamo comunicato la disponibilità ad un confronto di merito per mettere sotto controllo la dinamica del costo del lavoro a condizione che si salvaguardi l’intero perimetro commerciale e dell’occupazione o, comunque, si preservi un nucleo di negozi utile anche a consentire ricollocazioni nell’ambito di un contesto territoriale il più possibile prossimo agli attuali luoghi di lavoro dei 270 impiegati negli otto negozi oggetto del confronto fra le parti». Il Mise ha riconvocato il tavolo per il prossimo 7 novembre. Il pressing dei sindacati resta alto.
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