LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • EX MERCATONE UNO, SI COMPLICA LA VERTENZA DEI 2MILA LAVORATORI DEI NEGOZI ACQUISITI DA SHERNON HOLDING IN CONCORDATO PREVENTIVO. BLANCA: «CONFIDIAMO NELLE AZIONI DEL TRIBUNALE COMPETENTE PER SALVAGUARDARE L’OCCUPAZIONE E LE PROFESSIONALITA'» Roma, 19 aprile 2019 - Si complica la vertenza dei lavoratori ex Mercatone Uno. Il previsto tavolo al ministero dello Sviluppo Economico non ha sciolto le perplessità dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sulle prospettive del retail acquisito nel 2018 dalle società Cosmo e Shernon Holding. Procede, se pur a rilento, il cronoprogramma delle aperture dei 13 punti vendita a Marchio Cosmo – allo stato sono stati riavviati 4 negozi a Palermo, Alto Pascio, Mister Bianco e Castel Franco Veneto - e la direzione societaria ha ricollocato 93 lavoratori sui 200 complessivamente occupati prevedendo di completare il piano di aperture entro la fine dell’anno. Più incerta la situazione degli oltre 2mila dipendenti dei 55 punti vendita acquisiti da Shernon Holding; ad oggi risultano essere aperti solo 47 punti vendita che vedono impiegate poco più di 1800 risorse umane, i negozi sono sprovvisti di merce, non si è realizzata la ricapitalizzazione di 20mln di euro che sarebbe dovuta avvenire il 18 marzo scorso e la direzione societaria, senza alcun preavviso, ha presentato al Tribunale di Milano una istanza di concordato preventivo dichiarandosi impegnata su più fronti in negoziazioni con i creditori e con possibili azionisti. L’azienda, a rischio fallimento, avrebbe inoltre una esposizione debitoria pari a oltre 94mln di euro ed entro 30 giorni dovrà presentare al Tribunale competente un piano industriale che contemperi garanzie per i creditori e impegni certi di risanamento aziendale. Il tavolo al Mise è aggiornato al 30 maggio; in attesa di conoscere l’esito del Tribunale di Milano, le rappresentanze sindacali promuoveranno assemblee informative capillari nei luoghi di lavoro. La segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca ha stigmatizzato «per la grave situazione determinatasi e per l’evidente stato patologico in cui versano i punti vendita, ormai privi di merce, » ed ha sottolineato che «i dipendenti hanno ampiamente dimostrato senso di responsabilità, attaccamento al lavoro, dedizione e spirito di sacrificio confidando in un orizzonte prospettico». La sindacalista auspica «nell’opera che in questo breve lasso di tempo metterà in campo il pubblico ufficiale nominato dal tribunale meneghino al fine di far chiarezza sulla situazione e valutare tutte le azioni da porre in essere per salvaguardare i posti di lavoro non disperdendo gli sforzi profusi e le professionalità». «Attenzione desta anche sull’amministrazione straordinaria che avrebbe dovuto sovrintendere e verificare, ci chiediamo come si è arrivati a questo punto è come sarà possibile dare credibilità e fiducia ad un brand storico – ha concluso la sindacalista - Appare evidente che in questo momento possiamo solo attendere gli sviluppi della trattativa al ministero dello Sviluppo Economico».
  • 8 Marzo: La somministrazione di lavoro in una prospettiva di genere
  • METRO ITALIA CASH&CARRY, GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO PER IL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE. SINDACATI E LAVORATORI CHIEDONO L’APERTURA DI UN VERO TAVOLO DI TRATTATIVA Roma, 19 aprile 2019– Grande adesione allo sciopero dei dipendenti di Metro Italia indetto dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs. Dopo la rottura del tavolo di trattativa e la disdetta del contratto integrativo aziendale le lavoratrici ed i lavoratori del gruppo del Cash&Carry si erano mobilitati con iniziative territoriali: scioperi improvvisi, assemblee, volantinaggi e blocco delle flessibilità. Oggi 19 Aprile 2019 tutti insieme i dipendenti della multinazionale tedesca hanno incrociato le braccia per dire no ad un integrativo peggiorativo ed al regolamento aziendale. Metro Italia in questi anni ha progressivamente disinvestito sui propri dipendenti, aumentato invece i lavoratori in appalto a cui non riconosce gli stessi diritti e lo stesso salario. L’ultimo atto di questo progetto aziendale è stata la disdetta del contratto integrativo aziendale, pretendendo di ridurre ulteriormente il salario e di peggiorare l’organizzazione del lavoro. Metro Italia si rifiuta inoltre di fornire il dettaglio del piano industriale. Nei mesi scorsi sono stati annunciati improvvisamente licenziamenti nei punti vendita di Mantova e Pordenone che sono stati chiusi senza preavviso e quelli di Bari, Catania, Mestre e Verona che sempre senza preavviso sono stati ridimensionati. In questi giorni sono a rischio le lavoratrici ed i lavoratori del punto vendita di Bolzano che ha il contratto di affitto in scadenza e i dirigenti aziendali si rifiutano di chiarire quali sono i rischi occupazionali. Un comportamento che evidentemente non rispetta i dipendenti e le loro famiglie. Metro Italia è un’azienda in utile grazie al lavoro che i dipendenti svolgono ogni giorno con dedizione ed è inammissibile che si comporti con tale arroganza. L’adesione allo sciopero è stata straordinaria fin dai primi turni della mattina ed alcuni punti vendita hanno chiuso. In tutta Italia presidi e volantinaggi davanti per spiegare ai clienti le ragioni della mobilitazione, a Milano un gruppo di lavoratori in sciopero è andata a protestare sotto la sede per far sentire al gruppo dirigente la pressione della protesta. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dichiarano che l’impresa deve rivedere la propria posizione e riaprire un vero tavolo di trattativa, le lavoratrici ed i lavoratori lo esigono.
  • Anpal Servizi, oggi il presidio al Ministero. La mobilitazione continua
  • IVS GROUP, LA SOCIETA’ LEADER DELLA RISTORAZIONE AUTOMATICA SIGLA CON I SINDACATI IL PRIMO CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE. CAROFRATELLO: «ACCORDO WIN WIN, VALORIZZATA L’ATTIVITA’ DI IMPRESA E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI» Roma, 18 aprile 2019 - Siglato il primo contratto integrativo aziendale applicato ai 3mila collaboratori di Ivs Group, gruppo italiano del vending, leader della ristorazione automatica e specialista della pausa tramite distributori automatici di bevande, snack e prodotti no food presente sul territorio nazionale con 180mila punti vendita e 80 filiali. L’intesa, siglata dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e dalla direzione societaria, interesserà i lavoratori di tutte le società del gruppo e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021. L’integrativo interviene sull’ambito di applicazione, sul sistema di relazioni sindacali ai due livelli - nazionale e decentrato - e sul sistema premiante, con la definizione del premio di produttività – già istituito per l’anno 2015 – correlato alle performance del personale addetto al caricamento dei distributori automatici del canale tradizionale. giorSul welfare l’intesa introduce la banca delle ore solidali con la possibilità di cedere ferie e permessi a colleghi in difficoltà – per l’assistenza a figli minori che hanno bisogno di cure costanti e per comprovate situazioni di grave necessità che riguardino parenti entro il 1° grado – e, in tema di conciliazione vita lavoro, prevede permessi retribuiti per i lavoratori che diventano nonni oltre a contemplare una norma ad hoc sulle tutele di genere, con l’espresso richiamo al contrasto alla violenza di genere e al riconoscimento di misure di miglior favore per le dipendenti inserite nei percorsi di protezione. L’integrativo dedica un paragrafo specifico alla certificazione Social Accountability 8000, percorso intrapreso da tutte le società del gruppo, per affermare la centralità del rispetto dei diritti dei lavoratori in una gestione di impresa socialmente responsabile. Di «contratto integrativo win win» parla Salvo Carofratello, il funzionario sindacale della Fisascat Cisl che ha seguito le trattative. «Quando sindacato e azienda riescono ad individuare punti di convergenza – ha aggiunto Carofratello - si riesce a definire una contrattazione decentrata di alto livello, capace di valorizzare l’attività professionale dei lavoratori nell’ambito di una attività di impresa che sa distinguersi in tema di responsabilità sociale, di partecipazione ai risultati aziendali e di rispetto dei diritti dei lavoratori».
  • Anpal Servizi, oggi il presidio al Ministero. La mobilitazione continua
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