LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • Cultura, Associazioni e Sindacati: un Tavolo interministeriale per la ripartenza e l’apertura dei musei. Insieme per le persone, a tutela dell’occupazione e delle imprese del settore Roma, 3 marzo 2021 - Il Tavolo sui lavoratori della cultura avviato dal ministero della Cultura è il primo passo per dare continuità ad imprese e lavoratori di un settore tanto gravemente colpito dalla pandemia e centrale per una ripresa diffusa e sostenibile del Paese. Lo dichiarano unitamente le principali Associazioni datoriali del settore, Aicc Confindustria, Alleanza delle Cooperative Cultura, Comunicazione e Turismo, Confcultura, e sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs. Già lo scorso ottobre le associazioni datoriali e i sindacali avevano chiesto con un Avviso comune un tavolo interministeriale insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero del Lavoro, tavolo che oggi è ancora più urgente anche per ristrutturare e rinnovare un comparto sotto il profilo delle infrastrutture, delle competenze e della filiera imprenditoriale. I dati degli ingressi nei musei e nei luoghi della cultura, anche in questo ultimo periodo delle riaperture nei giorni feriali nelle Regioni gialle, sono impietosi: in alcuni grandi attrattori la caduta vertiginosa raggiunge il 99 per cento delle visite in meno nello stesso periodo di febbraio dell’anno precedente. Riaprire non vuol dire ripartire. La riapertura dei luoghi della cultura, i musei come i cinema e i teatri, genera costi elevati a fronte di ricavi limitati dalle misure di restrizione e dall’assenza di pubblico. Per questo è necessario un piano condiviso, misure per la sostenibilità e per il sostegno alla domanda. Nel settore museale contiamo molte migliaia di lavoratori in cassa integrazione, con gravi ritardi da parte dell’Inps, e con il rischio di perdita di lavoro se non si dovesse definire da parte del Governo una proroga tempestiva degli ammortizzatori in deroga e del blocco dei licenziamenti in relazione al settore medesimo. Solo la combinazione di politiche passive ed attive del lavoro, fruibili in modo flessibile, con possibilità di alternare gli ammortizzatori sociali, alla formazione e alla decontribuzione, può riaccendere e salvare un capitale umano e know-how essenziali per il futuro. Infine, i ristori legati ai Codici Ateco hanno creato gravi disuguaglianze. Altrettanto iniqui i ristori destinati ai musei e non anche agli operatori che contribuiscono al loro funzionamento. Gli indennizzi sono urgenti e non più rinviabili. Nulla tornerà come prima. Auspichiamo pertanto che il Tavolo possa evolversi in un tavolo Interministeriale con il quale inserire anche i progetti per il futuro nell’ambito del programma Next Generation Plan.
  • Distribuzione Moderna Organizzata, al via le trattative per il rinnovo del contratto nazionale applicato a mezzo milione di addetti Roma, 2 marzo 2021 – Un rinnovo contrattuale non tradizionale e capace di accompagnare la trasformazione del settore della grande distribuzione commerciale in Italia nell’era della pandemia da Covid-19 ma anche dell’ascesa dell’e-commerce, che condiziona fortemente le modalità di acquisto, e della fuga dal format dell’ipermercato verso nuove forme emergenti di modello competitivo di vendita. E’ questo l’approccio dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al primo incontro di trattativa con l’associazione imprenditoriale Federdistribuzione per la sottoscrizione del nuovo contratto nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata applicato a circa mezzo milione di lavoratrici e lavoratori dipendenti delle imprese del commercio moderno - alimentari e non alimentari - che operano sul mercato attraverso le formule della grande distribuzione, della distribuzione organizzata/associata, catene di negozi, franchising, ingrosso, cash & carry e shopping on line, e che sviluppano la propria attività nei centri commerciali ed attraverso format e canali di ogni dimensione e tipo – ipermercati, superstore, negozi di vicinato, grandi magazzini e superfici specializzate e non – in tutte le categorie merceologiche in gestione diretta, franchising, e-commerce o altre formule distributive. Al centro delle valutazioni sindacali, contenute in un documento unitario: i temi della ristrutturazione delle reti di vendita causata dalla crisi irreversibile delle grandi superfici e della necessità di adattare le competenze dei lavoratori alle nuove sfide del contesto economico. Riflettori accesi sul tema della compresenza di diverse generazioni di lavoratori nel settore con la proposta di parte sindacale di accompagnare i processi di turn over attraverso la cosiddetta staffetta generazionale. Senza tralasciare i temi legati a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, all’introduzione di nuove tutele e garanzie per la conciliazione dei tempi di vita e tempi di lavoro, alla stabilità dei rapporti di lavoro, al lavoro disagiato quale il part time e la prestazione domenicale, al salario, al welfare, all’assistenza sanitaria integrativa e alla previdenza complementare, alla formazione ed anche connessi alla rivisitazione delle professionalità nei sistemi di classificazione del personale come al contrasto al divario e alla violenza di genere. Il focus sindacale sulle attività terziarizzate, alla luce delle riorganizzazioni che le imprese del settore stanno realizzando su vasta scala, anche ricorrendo a molteplici forme di esternalizzazione, e sulle condizioni dei servizi in appalto. La proposta di parte sindacale dedica poi un’attenzione particolare al lavoro del futuro, con la espressa richiesta di rendere più strutturato l’articolato contrattuale in tema di lavoro agile e di aggiornare le norme su agibilità sindacali e le aree su cui può intervenire la contrattazione di secondo livello per quanto attiene l’organizzazione del lavoro. In particolare, considerato che le imprese aderenti sono prevalentemente di grandi dimensioni e afferiscono ai vari settori merceologici, per i sindacati è importante investire sulla contrattazione integrativa aziendale, valorizzando le normative attuali ma anche implementando i demandi e le materie ad essa dedicate dal contratto nazionale.
  • Sport, approvata la Riforma del settore. Sindacati: bene ma procedere con il confronto Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma del settore sportivo. Un importante passo avanti, procedere con il confronto per ulteriori miglioramenti Roma, 26 febbraio 2021- I sindacati di categoria Slc Cgil, Nidil Cgil, Fisascat Cisl, Felsa Cisl, Uilcom e Uiltemp, accolgono positivamente l'approvazione della riforma dello sport e del lavoro sportivo, che rappresenta un passo decisivo per l’estensione dei più elementari diritti del lavoro in un settore che ne era quasi completamente privo. Si tratta di un primo passo da cui ora è necessario aprire il confronto su ulteriori miglioramenti. Attendiamo lo sblocco del decreto ristori con l'erogazione delle indennità per le lavoratrici e i lavoratori del settore e la nomina del sottosegretario per proseguire il dialogo già avviato con il precedente Ministro dello Sport.  
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