LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • Documentazione atti processuali. In stato di agitazione i 1.500 fonici, trascrittori e stenotipisti addetti ai servizi in appalto al ministero della Giustizia. Domani 4 agosto l'assemblea sindacale, lavoratori pronti alla mobilitazione Roma, 3 agosto 2020 – Il Bando di gara per l’affidamento dei servizi di documentazione degli atti processuali al ministero della Giustizia contiene la clausola sociale e il riferimento alla contrattazione nazionale del settore imprese pulizie, servizi integrati e multiservizi ma ignora completamente il riferimento all’Accordo Integrativo Aziendale, fondamentale per il corretto inquadramento del personale, circa 1.500 addetti al servizio delle istituzioni. E’ questo il motivo alla base dello stato di agitazione proclamato dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti. Le tre sigle temono “un ritorno a contratti di lavoro governati dalle irregolarità e dalla precarietà”, sottolineano in una missiva trasmessa al Guardasigilli Alfonso Bonafede, al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria e al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. In particolare l’AIA, siglato nel 2018 dai sindacati e dalle cooperative sociali Ricina, Nuovi Orizzonti e Verbatim consorziate alla Ciclat, affidataria del servizio da parte della Consip per conto del ministero della Giustizia, aveva definito il sistema di classificazione del personale, oltre che la tabella delle retribuzioni e delle indennità, disciplinando sostanzialmente l’organizzazione e il mercato del lavoro di riferimento qualificando l’occupazione del comparto dei servizi e le professionalità coinvolte. A più riprese i sindacati – con tre missive trasmesse il 10 ottobre 2018, il 29 ottobre 2019 e il 26 giugno 2020 – hanno sollecitato un incontro invitando i ministeri della Giustizia e del Lavoro ad attenersi alle previsioni della contrattazione di 1° e 2° livello nella predisposizione del Bando di Gara senza però ricevere alcun riscontro dai due dicasteri che si sono limitati a trasmettere “per competenza” la richiesta alla Direzione Generale Risorse Materiali e Tecnologiche del ministero della Giustizia. Domani 4 agosto l’Assemblea sindacale unitaria dei lavoratori convocata dalle 14.00 alle 16.00 valuterà ulteriori iniziative di mobilitazione a supporto della vertenza.
  • Lavoro sportivo, Sindacati a Palazzo Chigi a confronto con il Dipartimento dello Sport: necessarie tutele per tutti. Previdenza, investimenti, contribuzione e fiscalità per la sostenibilità del sistema Roma, 31 luglio 2020 – Regolamentare la figura del lavoratore sportivo superando l‘esclusiva distinzione fra dilettantismo e professionismo applicata dalla Legge 81/1991 e ricondurre tutto il lavoro sportivo al sistema giuslavoristico ordinario ed al diritto del lavoro, con diritti e tutele valide per tutti. Valorizzare le professionalità esistenti, rendendo coerenti compensi e formazione, applicare i sistemi di classificazione definiti dalla contrattazione nazionale di settore, lo status e le professionalità dei lavoratori degli impianti e delle attività sportive di base, di istruttori, preparatori, tecnici, manutentori e personale amministrativo, organizzativo e gestionale. Sono circa 40mila i lavoratori dipendenti, oltre 500mila i collaboratori sportivi e centinaia i volontari - da ricondurre ai rapporti di lavoro ordinari di collaborazione coordinata e continuativa e autonomi che ruotano nel comparto sportivo e che concorrono al 4% del Pil nazionale. E’ la richiesta unanime dei sindacati di categoria Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom, Felsa Cisl, Nidil Cgil, Uiltemp al tavolo convocato a Palazzo Chigi in presenza del Capo del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri Giuseppe Pierro, del Capo di Gabinetto Giovanni Panebianco, del Vice Capo di Gabinetto Mattia Mari, sulla riforma complessiva del settore sport. I sindacati chiedono con forza che la Riforma venga realizzata in tempi brevi e che finalmente i lavoratori e le lavoratrici del settore vedano riconosciuti diritti e tutele piene, a partire dalle garanzie su pensione, malattia, infortunio, maternità e genitorialità, che oggi sono negate a larga parte di questo mondo. I sindacati ritengono inopportune le deroghe allo Statuto dei Lavoratori previste dalla bozza, ma ritengono invece che tutte le specificità professionali vadano ricondotte al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Va inoltre ben delimitata la figura del volontario sportivo, specificando che non si tratta di un rapporto di lavoro ma di attività di volontarietà senza retribuzione. Per i sindacati, ai fini della sostenibilità complessiva del sistema, è necessario assicurare l‘accesso al sistema previdenziale con una contribuzione progressiva a cui fare corrispondere l'erogazione delle prestazioni pensionistiche future e di welfare riconducibili a malattia, disoccupazione e maternità nonché alla copertura degli infortuni professionali per dipendenti, collaboratori e lavoratori autonomi che operano nell’ambito delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. Parallelamente per i sindacati va sostenuto lo sviluppo delle imprese sportive attraverso investimenti dedicati nell‘impiantistica sportiva e interventi normativi ad hoc per la detrazione delle spese sportive parimenti alle spese sanitarie e per l‘esenzione temporanea dei contributi previdenziali, garantendo le prestazioni, da estendere a tutto il comparto garantendo così una corretta gestione della flessibilità che caratterizza il mercato del lavoro di riferimento. Per i sindacati è possibile anche consentire agevolazioni fiscali, non indiscriminatamente, alle associazioni o società sportive dilettantistiche - facendo chiarezza circa la natura di ciascuna - motivate dalla funzione sociale delle attività sportive di base evitando la compressione dei diritti e dei compensi dei lavoratori del settore e forme di concorrenza impropria.
  • Covid-19. Eurospin, nessuna garanzia di sicurezza nei 1.200 punti vendita: in stato di agitazione i 15mila dipendenti del gruppo discount italiano, proclamata una giornata di sciopero a livello territoriale Roma, 30 luglio 2020 – Sono in stato di agitazione i 15mila dipendenti di Eurospin, il più grande Gruppo discount italiano presente in Italia e in Slovenia con 1.200 punti vendita. Alla base della protesta e della giornata di sciopero in tutte le società del gruppo da organizzare a livello territoriale - indette dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs insieme al coordinamento unitario delle strutture e dei delegati - l’indisponibilità aziendale sulla realizzazione dei contenuti del Protocollo Governo Parti Sociali finalizzati a garantire adeguate condizioni di sicurezza sui posti di lavoro, nel contesto dell’emergenza pandemica da Covid-19, attraverso la condivisione di specifici protocolli aziendali i e la costituzione di comitati per la sicurezza, con la partecipazione attiva di RSA e RLS e delle organizzazioni sindacali. Ad alimentare il dissenso anche la diffusa l’indisponibilità delle 5 Società del Gruppo a praticare efficaci e strutturate relazioni sindacali. I sindacati hanno anche proposto delle soluzioni concrete al fine di agevolare una soluzione del confronto e consentire finalmente la costituzione di un Comitato di Gruppo e di 5 distinti Comitati (uno per ognuna delle 5 società operative), riscontrando la chiusura del Gruppo rispetto le istanze presentate. “La divergenza con il Gruppo Eurospin e l’impossibilità di giungere ad un accordo – spiegano i sindacati in un comunicato congiunto - sono derivate dall’indisponibilità aziendale a riconoscere una fattiva partecipazione delle RSA e degli RLS”. Per le tre federazioni di categoria “è essenziale un effettivo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, che tenga conto del grandissimo numero di filiali che fanno capo a 5 diverse società, presenti su tutto il territorio nazionale”. I sindacati stigmatizzano la condotta “antisindacale” adottata dal Gruppo Eurospin e giudicano “inaccettabile la situazione aggravata anche dalle numerosissime segnalazioni giunte dai territori, fin dall’inizio dell’emergenza Covid” rispetto la mancata osservanza del “distanziamento sociale” imposto dalle norme in vigore e sulle inadempienze rispetto “il contingentamento della clientela all’interno dei negozi, e della messa a disposizione del personale dei Dispositivi di Protezione Individuale e della pulizia e sanificazione dei negozi che dovrebbero essere affidate con frequenza e continuità a ditte esterne, piuttosto che essere svolte dal personale dipendente”. Per i sindacati sono tutti ~“aspetti che attengono alla responsabilità dell’impresa che hanno dato luogo a diffuse e persistenti criticità” che non consentono di garantire il contingentamento “sacrificato dal prevalente interesse per i fatturati a discapito della sicurezza”. In materia di salute e sicurezza Filcams Fisascat e Uiltucs stigmatizzano anche il “mancato coinvolgimento preventivo degli RLS e ritardi nella realizzazione della prevista formazione. La situazione di criticità e i gravi problemi emersi sugli aspetti della tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro saranno anche esposte in delle missive che saranno trasmesse alle ASL e alle Prefetture di tutta Italia.
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