LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • Ex Mercatone Uno, al via la fase liquidatoria dello storico marchio. Entro giugno le lettere di licenziamento per 1.232 lavoratori Blanca: «Si chiude così una brutta pagina di storia, continueremo ad interloquire con tutti gli attori affinchè non vengano disperse le competenze acquisite dai lavoratori» Roma, 7 maggio 2021 - Si affievoliscono le speranze per i 1.240 dipendenti ex Mercatone Uno ancora in forza della società M. Business. Entro il mese di giugno l’Amministrazione straordinaria comunicherà a 1.232 lavoratori il licenziamento per riduzione di personale con efficacia dal 24 novembre, all’indomani del termine del lungo periodo di Cassa Integrazione. Otto lavoratori della sede di Imola proseguiranno il rapporto di lavoro in funzione delle esigenze tecniche e organizzativa della fase liquidatoria gestita dalla triade commissariale. Il numero dei lavoratori coinvolti potrà ridursi attraverso l’attuazione di politiche attive volte a favorire la ricollocazione o progetti di autoimprenditorialità.  «Si chiude così una brutta pagina di storia per le lavoratori e i lavoratrici che attendono ancora l’intervento dei Fondi di Garanzia e di Tesoreria dell’Inps, agli occhi dei quali si prospettano come soluzioni quella di beneficiare del trattamento di Naspi o di accedere agli strumenti di politica attiva anche in collaborazione con Anpal Servizi.» ha dichiarato la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca ripercorrendo i tratti salienti della vertenza. «Quando Mercatone Uno richiese il concordato in bianco – ha sottolineato la sindacalista - le due procedure concorsuali avrebbero potuto, nell’interesse della salvaguardia occupazionale collaborare e dare un prosieguo allo storico brand, alle lavoratrici e ai lavoratori sia diretti sia indiretti, ai rapporti in essere con i fornitori, garantendo anche la merce acquistata dai clienti, continuando a mantenere in vita anche quei plessi ove insistevano i punti vendita. I nostri appelli sono stati inascoltati e, nel mentre venivamo tacciati di aver uno sguardo miope volto a immaginare solo scenari nefasti, pur proponendo soluzioni, tristemente, assistevamo ad un depauperamento del valore aggiunto di questa azienda».  «Nel 2019, mediante un messaggio whatsapp in circa 1800 appresero di esser stati licenziati dalla Shernon Holding e si ritrovarono increduli davanti ai loro posti di lavoro. Qualcuno di loro nel mentre ha raggiunto i requisiti per accedere alla pensione, altri sono stati ceduti e qualcun altro, autonomamente è riuscito a ricollocarsi sul mercato ma, nessuno potrà dimenticare gli sguardi di sgomento. «Oggi - ha aggiunto la sindacalista – la triade commissariale si è dovuta confrontare  anche con la pandemia, con tutte le difficoltà connesse alla cessione dei negozi che si protrae dal 2019». «Come sindacato – ha sottolineato - continueremo a interloquire con tutti gli attori affinchè non vengano disperse le competenze acquisite negli anni alle dipendenze di Mercatone Uno, utilizzando inoltre le possibilità offerte dalla normativa vigente anche in tema di autoimprenditorialità, nella piena consapevolezza del disagio e del senso di sfiducia che questi lavoratori hanno maturato nei confronti delle istituzioni». «Ci aspettiamo che il Mise effettivamente, nel suo percorso di riorganizzazione, possa coadiuvare efficacemente lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione – ha concluso la sindacalista - approntando un sistema volto ad evitare le crisi, lavorando al fianco di  quelle società, anche di lavoratori, che potrebbero realmente creare un volano per il Paese e offrire prospettive occupazionali a coloro che oggi sono maggiormente ai margini del mercato del lavoro: giovani e donne».  
  • Accessorize London chiude in Italia: a rischio 72 dipendenti, per la maggior parte donne La crisi economica legata alla pandemia si abbatte sul lavoro femminile Roma, 7 maggio 2021 – Si apre lo spettro dei licenziamenti per 72 dipendenti, prevalentemente donne, di Accessorize London, marchio inglese di bigiotteria e accessori low cost, gestito dalla società Melite Italia Srl con sede a Milano. La direzione societaria, dopo aver chiuso 12 dei 25 negozi in Italia, ha presentato al Tribunale di Milano un piano di Concordato Preventivo in bianco, concesso a Marzo, che prevede la chiusura di tutti i negozi e il licenziamento di 72 addetti attualmente in cassa integrazione. È il colpo di grazia per le lavoratrici e i lavoratori, e per tutto il settore, già provato dall’andamento dell’ultimo anno. Il marchio continuerà a sopravvivere soprattutto con l’e-commerce e l’attività di piccoli sub-franchising. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno stigmatizzato la mancata informazione sulla richiesta di concordato preventivo e la poca chiarezza sulle reali intenzioni del brand inglese, in crisi anche nei tre anni precedenti la pandemia, soprattutto in questi mesi in cui sono state condivise intese per l’accesso agli ammortizzatori sociali Covid. Le tre organizzazioni sindacali, che sollecitano la revoca dei licenziamenti, hanno trasmesso una lettera formale alla direzione societaria di Accessorize London per richiedere informazioni di dettaglio e tentare in extremis di percorrere la strada del risanamento della situazione economica e finanziaria, anche con l’attivazione di un tavolo al Mise, e ridurre l’impatto occupazionale delle chiusure annunciate.   
  • Coop Alleanza 3.0, nuovo tassello nel percorso di riorganizzazione avviato dalla cooperativa di consumatori Siglato un accordo sul piano di incentivazione alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per 145 fte.  Roma, 7 maggio 2021 - Raggiunto un altro tassello nel percorso di riorganizzazione avviato da Coop Allenza 3.0, la più grande cooperativa di consumatori d’Europa, con oltre 2,3milioni di soci, più di 400 punti vendita in 11 Regioni d’Italia e circa 22mila dipendenti. I sindacati di categoria Cgil Cisl Uil hanno siglato con la direzione cooperativa un accordo, sul piano di incentivazione alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, nel rispetto delle previsioni normative del Decreto Sostegni, “quale misura di gestione della complessa contrazione delle ore di lavoro necessarie” si legge nell’intesa. L’incentivo all’esodo volontario è quantificato in 40mila euro lordi, al 4 livello, da riproporzionare per gli altri, fino ad un numero massimo di 145 fte. Sono esclusi dal piano di risoluzione consensuale i gruppi guida (direttore, assistente del direttore, capo reparto, assistente capo reparto), farmacisti, ottici, oltre al personale di sede. Fermo restando il numero massimo dei lavoratori dichiarati incentivabili per singola provincia, possono aderire al piano i lavoratori in possesso dei requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2024. «Con l’accordo sottoscritto in tema di risoluzioni incentivate di rapporti di lavoro – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice - si è inteso fornire ai lavoratori che volontariamente dovessero decidere di risolvere il proprio rapporto di lavoro una opzione anche legata al requisito pensionistico». «Tuttavia la mappatura dei lavoratori incentivabili – ha sottolineato il sindacalista – evidenzia delle asimmetrie in termini dimensionali». «Detti fenomeni di disallineamento tra i fabbisogni e le disponibilità – ha sottolineato - non si evidenziano solo in alcune aree del Mezzogiorno d’Italia ma anche in un contesto territoriale che da sempre rappresenta il fulcro commerciale della distribuzione cooperativa come è Bologna». «L’intesa - ha concluso - annulla le ricadute sociali negative della riorganizzazione e consente di gestire la rimodulazione oraria degli organici». Il confronto con la direzione aziendale è aggiornato al 10 maggio. Sul tavolo il Bilancio consuntivo 2020 e la situazione della rete commerciale a gestione diretta presente in Sicilia. 
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