LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • Commercio. Covid-19, accordo sindacati Confesercenti sulla costituzione dei comitati territoriali per il contenimento della pandemia. Guarini: «Maggiori tutele per dipendenti, clienti, utenti e fornitori negozi e attività» Roma, 26 maggio 2020 – C’è intesa tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e l’associazione imprenditoriale Confesercenti sulla costituzione dei Comitati Territoriali Covid-19 previsti dal Protocollo Governo Parti Sociali del 24 aprile, nel comune intento di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei terzi, pubblico e fornitori che dovessero interagire nei locali aziendali. Il Comitato Territoriale, operativo presso la sede dell’Ente Bilaterale Territoriale, avrà il compito di fornire indicazioni volte al contenimento della pandemia e a prevenire il rischio di infezione nonché di indicare percorsi di formazione in favore delle aziende e dei lavoratori coinvolti dalle procedure di contrasto al contagio da Covid-19. Ne faranno parte componenti dell’Organismo Paritetico Territoriale per la salute e la sicurezza, con il coinvolgimento dei rappresentanti delle Parti Sociali e degli Rlst e la collaborazione di esperti. Nell’ambito di un modello di intesa da sottoscriversi a livello decentrato fra i sindacati comparativamente più rappresentativi e le associazioni territoriali dei commercianti si è inoltre convenuto su un insieme di regole e precetti che i datori di lavoro che aderiranno al Comitato Territoriale dovranno far rispettare. Per il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini «l’accordo raggiunto con Confesercenti sulla costituzione dei Comitati Territoriali previsti dal protocollo Governo Parti sociali è importante perché completa, nel terziario distribuzione e servizi, il quadro di riferimento per la gestione dei protocolli sulle misure standard da adottare nei luoghi di lavoro per una maggiore tutela sia dei dipendenti che dei clienti, utenti fornitori che quotidianamente frequentano negozi, uffici e altre attività riconducibili al macro settore del terziario di mercato». «Valorizzare il sistema settoriale delle relazioni sindacali che Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno costruito in decenni di confronti e negoziazioni con Confesercenti – ha concluso il sindacalista - è un aspetto non secondario che può agevolare la ripresa di un confronto più organico e serrato per la ripresa delle attività in questa fase e, in prospettiva, per la tenuta dei tavoli finalizzati al rinnovo dei contratti nazionali del terziario distribuzione e servizi».
  • Covid-19, agenti di commercio: accordo sull’anticipazione del 30% del Firr. Disponibili 450 milioni di euro Roma, 25 maggio 2020 - Sottoscritto in data odierna un importante accordo che prevede che gli Agenti commercio possano chiedere all’Enasarco una anticipazione Firr, fino al massimo del 30% dell’accantonato, che corrisponde ad una somma complessiva di 450 milioni di euro. Le presenti organizzazioni degli agenti, responsabilmente, propongono ad Enasarco di erogare i 450 milioni di euro in più tranche per consentire alla Fondazione di recuperare la liquidità necessaria alla copertura del provvedimento. Le rappresentanze di categoria degli agenti, sottoscrittrici degli Accordi economici collettivi (Aec) – Fnaarc, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl Terziario e Usarci – hanno svolto un confronto in videoconferenza con le organizzazioni controparti delle aziende mandanti – Confcommercio, Confindustria, Confcooperative, Confartigianato, Confapi, Cna, Casartigiani, CLAAI – che questa mattina si è concluso – dopo approfondite trattative - con un accordo. Il Firr, accantonato dall’azienda mandante e gestito da Enasarco, è stato istituito dalle parti sociali attraverso gli Accordi economici collettivi. L’emergenza Covid-19 ha influito – ed influisce - pesantemente sull’attività degli agenti e rappresentanti di commercio. Per questo le rappresentanze di categoria hanno concordato di rendere disponibile il 30% del Fondo Indennità Risoluzione Rapporto (Firr), quale strumento di sostegno alla categoria ed iniezione di liquidità. Adesso la Fondazione Enasarco dovrà predisporre le modalità di accesso all’anticipazione per gli agenti che ne faranno richiesta, presumibilmente in più tranche, in osservanza delle regole della Fondazione e dei vincoli di legge. In ogni caso l’accordo prevede che gli agenti possano esercitare il diritto all’anticipazione entro la data del 31 marzo 2021. Fnaarc, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl Terziario e Usarci valutano positivamente l’accordo raggiunto, che servirà a dare un aiuto a decine di migliaia di agenti di commercio che in questi mesi di lockdown hanno sofferto la mancanza di lavoro e pertanto di provvigioni da fatturare. Adesso il nostro impegno sarà rivolto a fare in modo che le anticipazioni siano erogate nel minor tempo possibile.
  • Decreto Rilancio e lavoro domestico, sindacati: «Bene regolarizzazione colf e badanti, in fase di conversione in legge estendere il riconoscimento degli ammortizzatori sociali Covid-19» Roma, 22 maggio 2020 - Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge Rilancio le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, salutano con favore il provvedimento normativo che in parte coglie quanto richiesto nelle scorse settimane al Governo dalle Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale di settore. Le quattro organizzazioni sindacali sottolineano che “il Governo finalmente si accorge del lavoro domestico e della grave piaga del lavoro irregolare che lo affligge con solo il 42% di lavoratori italiani e stranieri regolarmente assunti.” I sindacati ritengono che “tale misura, seppur contingentata nel tempo, possa offrire una possibilità per le lavoratrici e i lavoratori del settore domestico sprovvisti di permesso di soggiorno, di poter essere regolarizzati e dunque di uscire dalla clandestinità e da una condizione di ricattabilità oltre che di poter usufruire delle protezioni sociali e delle tutele previste dalla contrattazione collettiva” sebbene “il costo di regolarizzazione è ancora una volta ad esclusivo carico delle famiglie datrici di lavoro, già fortemente provate dall’emergenza economica in atto”. Rispetto alla tutela del reddito i sindacati stigmatizzano l’esclusione della platea dei lavoratori domestici dagli ammortizzatori sociali in deroga per causale Covid-19, in sostituzione dei quali è stato riconosciuto un bonus, sotto forma di indennità, pari a 500 € mensili a copertura dei mesi di aprile e maggio, destinata solo a chi è titolare di uno o più rapporti di lavoro, aventi una durata complessiva superiore alle 10 ore settimanali. Questo provvedimento esclude di fatto i rapporti di lavoro pari o inferiori alle 10 ore settimanali e tutte le lavoratrici conviventi per la maggior parte badanti” che, da sole, rappresentano più del 50% dell’intera platea di lavoratori regolarizzati stimati dall’Inps in 860.000 addetti. “Così come definito il provvedimento è discriminatorio rispetto a quanto previsto per gli altri lavoratori subordinati che hanno rapporto di lavoro in corso al 23 di febbraio e non va nella direzione da noi avanzata nell’Avviso Comune” dichiarano i sindacati sottolineando che “la norma taglia fuori dalla tutela del reddito più della metà delle lavoratrici e lavoratori potenzialmente aventi diritto” rimarcando anche “la disparità di trattamento tra quanto stabilito per le lavoratrici e lavoratori domestici e l’importo delle indennità finora riconosciute dal decreto Cura Italia pari 600€, peraltro confermato anche nel Decreto Rilancio”. I sindacati auspicano che, in sede di conversione in Legge del Decreto Rilancio, “venga riconosciuta la tutela del reddito a tutti i lavoratori domestici che sono stati sospesi dal lavoro per effetto della emergenza Covid-19” e rilanciano infine “sul valore della contrattazione nazionale di settore, unico vero strumento in grado di dare dignità e riconoscimento al lavoro prestato tra le mura domestiche”.
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