LAVORO DIPENDENTE
fisascat

La FISASCAT è la Federazione di categoria della Cisl che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dei settori del Terziario, Turismo e Servizi, per i quali stipula i contratti collettivi nazionali, aziendali e territoriali.



Quadri e Manager del Terziario AQuMT
Agenti e Rappresentanti di Commercio
LAVORO SOMMINISTRATO E AUTONOMO
felsa

La FeLSA è la Federazione dei Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici che rappresenta insieme un progetto e una sfida, aggregare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi.


Somministrati
Atipici/Parasubordinati
Lavoro autonomo
ULTIME NEWS
  • Lavoro. Contratti, Cnel: 15mln di lavoratori in attesa del rinnovo, oltre 5mln nel commercio, turismo e servizi Guarini: «Pronti alla definizione delle piattaforme unitarie. Il confronto sulla riforma preveda il coinvolgimento dei sindacati confederali, necessario garantire la continuità del reddito ai lavoratori dipendenti da imprese in crisi o a rischio chiusura» Roma, 3 luglio 2020 - Sono oltre 11 milioni e mezzo i lavoratori del settore privato, oltre l’80% della platea degli occupati in Italia, in attesa di rinnovo contrattuale; a questi si aggiungono i 3,2 milioni di lavoratori pubblici. Sono i dati più recenti elaborati dall’archivio dei contratti nazionali del Cnel, integrato con il flusso informativo Inps-Uniemens. Al 31 marzo 2020 il numero dei contratti collettivi nazionali vigenti depositati ha raggiunto quota 932, con un aumento di 10 unità rispetto a dicembre 2019. Nel primo trimestre del 2020 risultano depositati nell’Archivio del Cnel 84 nuovi contratti e accordi relativi alla contrattazione nazionale; di questi, in 18 casi (il 21,4%) si tratta di nuove accessioni. Il settore in cui si registra il maggior numero di accordi depositati al Cnel rimane il Commercio con 248 accordi, pari al 26,6% del totale. Per la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan «il rinnovo dei contratti nazionali è indispensabile e non bisogna guardare solo al salario, che pure è un elemento importante, ma anche all’organizzazione del lavoro, al welfare aziendale, alla produttività e alla formazione delle competenze». Per Furlan, che sollecita un incontro tra Parti Sociali, «sui temi del lavoro, della rappresentanza, dell’orario di lavoro e del salario non è la legge ma la contrattazione che deve trovare soluzioni più adeguate». E ancora per la sindacalista «è urgente fissare una agenda di priorità, a cominciare dallo sblocco degli investimenti e dalla riforma degli ammortizzatori sociali». Un tema, quello della riforma degli ammortizzatori sociali, fortemente sentito anche in casa Fisascat Cisl alle prese con la sottoscrizione degli accordi di proroga del Fis e della cassa integrazione in deroga che nei settori del commercio turismo e servizi, dall’inizio della fase emergenziale, hanno coinvolto complessivamente oltre 5milioni di addetti. «Il dibattito sulla riforma degli ammortizzatori sociali, che finora ha avuto un corso anomalo, deve prevedere da parte del Governo il coinvolgimento dei sindacati confederali» ha dichiarato il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini. «Per il vasto arcipelago del terziario di mercato – ha aggiunto il sindacalista - questa può essere l’occasione per superare anacronistiche differenze in termini di integrazioni salariali in caso di sospensione delle attività in continuazione del rapporto di lavoro». «Più nello specifico – ha evidenziato Guarini - vanno superate le differenze di copertura concernenti le dimensioni occupazionali o le differenze settoriali tra imprese». «Il sistema – suggerisce il sindacalista - deve guardare ad una semplificazione e ad una omogeneità dei trattamenti non disconoscendo ciò che il ruolo della bilateralità settoriale potrà offrire ad un rinnovato sistema di ammortizzatori sociali». «Tuttavia – ha sottolineato - una seria riforma non può non farsi carico di ridisegnare una sistema volto a garantire la continuità del reddito per i lavoratori dipendenti da imprese in crisi o a rischio chiusura». Per Guarini «occorre uscire da una visione dogmatica del ruolo degli ammortizzatori sociali che oggi non riconoscono integrazioni salariali nel caso di crisi strutturale con chiusura delle attività di impresa, impostazione che alla prova dei fatti – ha stigmatizzato - si è rivelata non solo inconsistente, ma irrealizzabile, tanto è vero che lo stesso legislatore che lo aveva perfezionato si è trovato costretto a riproporre, in deroga al principio generale, diversi interventi tampone». Per il sindacalista «occorre uscire dalla logica della discrezionalità politica in termini di concessione degli ammortizzatori sociali ed introdurre dei requisiti obiettivi soddisfatti i quali anche una azienda a rischio chiusura può e deve richiedere l’intervento per l’integrazione al reddito dei propri dipendenti». Il sindacalista ha rilanciato anche sul tema dei rinnovi contratti nazionali nel commercio, turismo e servizi che interessano complessivamente circa 5 milioni di lavoratori. Per Guarini «occorre riprendere la discussione relativamente alla preparazione delle piattaforme unitarie di rinnovo contrattuale facendo tesoro di ciò che la lezione dell’emergenza Covid ci ha lasciato, ossia focalizzare ancor di più l’attenzione del sindacato sui temi della prevenzione e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro così come sui temi dell’organizzazione del lavoro e della prestazione lavorativa in modalità lavoro agile non è solo opportuno ma necessario». «A ben guardare le piste tematiche che possono fare la differenza – ha concluso il sindacalista – crediamo siano centrali i temi tanto cari alla Fisascat Cisl della integrità fisica del lavoratore come anche la crescita del suo potenziale attraverso la formazione professionale e il necessario investimento da farsi sulle professionalità impiegate nel settore dei servizi globalmente inteso, dove si concentra oltre il 70% dell’occupazione in Italia e dove la priorità resta debellare la crescente precarietà, assicurare una occupazione dignitosa, contrastare l’avanzamento del dumping e gli effetti della polverizzazione che vive il settore».
  • Maisons Du Monde, c’è intesa sul premio di risultato 2020. Blanca: «Passaggio non scontato nella congiuntura pandemica, confermata la validità delle relazioni sindacali settoriali» Roma, 2 luglio 2020 – La contrattazione collettiva aziendale si conferma strumento per perseguire la crescita della competitività e della redditività in Maisons Du Monde, il noto brand francese di arredamento e decorazione che in Italia conta oltre 1.000 dipendenti e una rete vendita strutturata nell'ottica della multicanalità con 49 negozi e un canale di vendita on line. E’ questa una delle premesse dell’accordo sul premio di risultato 2020 siglato tra la direzione societaria e i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs, nonostante gli effetti dell’attuale emergenza epidemiologica da Covid-19. L’ammontare complessivo del Premio di Risultato – istituito in via sperimentale, pari a un costo di impresa omnicomprensivo e massimo di 278mila euro – verrà riconosciuto entro e non oltre il 30 giugno 2021 ai dipendenti in forza alla data del 30 settembre 2020, nel rispetto della normativa vigente e dei benefici fiscali e contributivi riconducibili ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa al raggiungimento di obiettivi prefissati e in base al fatturato consolidato di gruppo e a livello nazionale registrato nel 2020. Soddisfazione in casa sindacale. Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «si tratta di una intesa che non solo conferma la validità delle relazioni sindacali settoriali ma riconosce soprattutto il valore aggiunto delle risorse umane, vera forza propulsiva in un momento caratterizzato ancora da grande incertezza, premiando l’impegno dei lavoratori». «Aver raggiunto un accordo in controtendenza, dopo i mesi di lockdown non è così scontato – ha chiosato la sindacalista – e rappresenta nella fase della ripartenza uno stimolo e al contempo una opportunità per l’impresa e per i dipendenti che concorrono al raggiungimento degli obiettivi stabiliti». «Dopo mesi di sconforto – ha concluso la sindacalista - le proficue relazioni sindacali si attestano quale forza promotrice di nuovi scenari e nuove prospettive, evidenziando che in ambito lavorativo il “benessere” si può creare cooperando in modo sinergico».
  • Vigilanza privata e servizi fiduciari, ripresi i negoziati di rinnovo del contratto nazionale scaduto nel 2015. C’è intesa sulla sfera di applicazione, si tratta sul sistema di classificazione e sul mercato del lavoro Blanca: «Confronto costruttivo, necessaria riforma settore sicurezza» Roma, 2 luglio 2020 – Sono ripresi i negoziati per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, scaduto dal 2015, applicato ai circa 70mila addetti del comparto dei servizi. Le parti, i sindacati di categoria Cgil Cisl Uil e le associazioni imprenditoriali di settore, hanno raggiunto una intesa di massima sulla sfera di applicazione, punto focale per la definizione della cornice di riferimento delle attività alle quali si applica il contratto nazionale della sicurezza privata; nel merito si è convenuto di ricomprendere non solo quelle che sono le attività di vigilanza privata armata ma anche di ridenominare i servizi fiduciari in servizi di sicurezza, con l’inclusione delle attività di stewarding e dei servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo nei luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi. Al momento restano escluse dalla sfera applicativa le attività investigative, caratterizzate prevalentemente da rapporti di lavoro autonomo ed i servizi anti pirateria a bordo delle navi battenti bandiera italiana. Sul tavolo anche la classificazione del personale - con la richiesta di parte sindacale di disciplinare il settore mediante un sistema unico che abbia come riferimento per ogni livello una declaratoria omogenea e una retribuzione univoca – e il tema del salario di ingresso, per i sindacati da ridurre dagli attuali 48 mesi ai soli primi 36 mesi nel settore, in analogia con l’istituto dell’apprendistato. Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «il negoziato è apparso costruttivo e ha preso in esame le proposte sindacali». «Come Fisascat – ha aggiunto la sindacalista - stiamo monitorando la situazione e verificando gli impegni che le associazioni datoriali assumono di volta in volta, nonché il tangibile interesse al rinnovo del contratto nazionale». «E’ evidente a tutti – ha chiosato Blanca - che necessita una riforma del settore ma che la stessa presuppone una tempistica non confacente con le attese dei lavoratori e delle loro famiglie che attendono da ormai 55 mesi». Il negoziato è aggiornato al 10 luglio e proseguirà sui temi della salute e della sicurezza, della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa e sui permessi e congedi. Si concretizza intanto l’intervento della bilateralità settoriale; nel mese di maggio, in piena fase emergenziale, le Parti Sociali avevano deciso di destinare le somme accantonate sul bilancio dell'Ebinvip, circa 2 milioni di euro, ad aiutare i lavoratori del settore maggiormente interessati dall'ammortizzatore sociale in deroga a fronte dell'emergenza pandemica Covid-19 con conseguente perdita di salario. Sono confermate inoltre per i lavoratori dipendenti con contratto part time, full time e per gli apprendisti del comparto sicurezza le prestazioni sanitarie erogate dal Fondo Fasiv sia in forma diretta sia in convenzione con Unisalute, ivi incluse quelle adottate in piena emergenza pandemica che le Parti Sociali hanno deciso di prorogare fino a fine ottobre.
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